Questo post nasce da un sentimento di stupore di fronte al silenzio quasi completo sul fatto che il neo arrivato campione Cristiano Ronaldo abbia utilizzato per ben tre volte la maternità surrogata (probabilmente lo ha fatto nel caso di Cristiano Junior, anche se lui non ha voluto rivelare esattamente come è stato concepito, sicuramente invece per i gemelli Eva e Mateo). Insomma, mentre il suo arrivo in Italia è stato celebrato da tutta la stampa e dalle televisioni in mondovisione, mentre si vendevano talmente tante magliette che la Juve faceva fatica a produrle, mentre aumentava in maniera impressionante il numero si seguaci dei canal social del club torinese, nulla di nulla veniva detto di questi bambini nati diversamente. Da un lato la sua alimentazione veniva raccontata fin nel dettaglio, così come le tecniche per rimanere in salute, così come la sua grande generosità in fatto di donazioni, dall’altro il tema “utero in affitto”, veniva appena accennato, ma senza commenti di sorta. Al massimo, i giornali parlavano di “famiglia numerosa, allegra e allargata, e che probabilmente è destinata ad accogliere altri volti”.

Mi sarei aspettata quanto meno attacchi da parte di politici e opinionisti da sempre contrari alla gestazione surrogata, da Salvini che di recente ha detto che l’utero in affitto gli fa “schifo” al popolo del Family Day e a Mario Adinolfi. Invece quest’ultimo ha gioito per l’arrivo del campione, mentre le uniche ad avanzare critiche sono state Giorgia Meloni, che ha parlato di “figli à la carte“, e Vladimir Luxuria , che ha amaramente suggerito ai genitori di indirizzare i figli gay alla carriera del calcio. Non pervenute neanche le tante furibonde femministe, non pervenuti ovviamente neanche gli italiani, al 99 per cento contrari all’utero in affitto ma non quando si tratta del loro calciatore preferito.

Ma questo post, non fraintendete, non è affatto contro Cristiano Ronaldo. Ritengo davvero quella di Ronaldo una famiglia allegra e allargata e anzi mi ha da sempre incuriosito questo calciatore così particolare, con un senso di paternità così spiccato da volere tanti figli e da farli nonostante tutto, persino senza madre. Inoltre, dopo essermi occupata meglio del tema, sono attualmente abbastanza favorevole a questa pratica, se regolamentata. È vero, implica che alla fine di una gravidanza il bambino passi in altre braccia che non siano quelle della madre. Ma è anche un’opportunità per molte coppie parzialmente sterili, nonché per quelle omosessuali (che, ricordo, nel nostro paese non possono adottare, un’atrocità veramente insensata che purtroppo non sarà questo governo a cambiare). Tutte coppie che, dal mio punto di vista, hanno diritto di cercare di avere un figlio, perché desiderare un figlio e non poterne avere è un dolore che ti distrugge la vita.

Oltretutto, la scienza ha reso possibile l’utilizzo dell’utero come una sorta di luogo dove possono crescere embrioni che abbiano un dna diverso da quello della madre surrogata. Volenti o nolenti, questo è un fatto dal quale difficilmente si tornerà indietro.

Tornando a Ronaldo. Purtroppo è evidente che di fronte a lui gli italiani utilizzano uno standard morale doppio, come sono d’altronde usi fare (basta citare il nome di Berlusconi). Da un lato si accaniscono ferocemente contro l’utero in affitto – provate a scriverne a favore e capirete – dall’altro sono pronti a “perdonare” l’imperdonabile al calciatore più famoso, ricco e bravo del mondo. Ma se chi usa la madre surrogata è aberrante, così la pensa la maggioranza, politici compresi, non dovrebbe essere aberrante anche lui? E invece non c’è tifoso della Juve che non sia al settimo cielo per l’arrivo del calciatore portoghese al proprio club. Ovviamente non sto auspicando che Ronaldo venga bersagliato da critiche e insulti. Tutt’altro. Quello che speravo, e che spero potrà accadere anche se al momento così non è stato, è che l’arrivo di Ronaldo in Italia fosse l’occasione per discutere del tema, avendo di fronte una figura celebre, amata e che tuttavia ha fatto delle scelte decisamente controcorrente.

Vogliamo partire da lui, dalla sua storia, dalla sua famiglia diversa? Vogliamo dire che si può fare, e che i modi per fare i figli sono diversi ma forse egualmente accettabili? Perché altrimenti si può solo amaramente constatare che ai ricchi e ai famosi gli italiani perdonano tutto, anche quello che ai loro occhi è una delle scelte più immorali che esista. È arrivato in Italia un uomo che ha detto “mio figlio della madre non ha bisogno”. Esiste una rivoluzione antropologica più grande per il nostro paese? Discutiamone, allora, per arrivare – magari – ad una posizione diversa e più articolata. Temo invece che dal un lato si gioirà per i gol del campione, dall’altro si continuerà ad attaccare chi usa questa pratica. In una perfetta, e infelice, incoerenza.

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Non riesco a rispondere a tutti i commenti ma leggo tutto, grazie.