Duro confronto a In Onda (La7) tra l’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, e uno dei conduttori della trasmissione, Luca Telese. La prima polemica si registra quando l’ex titolare del Viminale rivendica il fatto che con lui non si siano mai chiusi i porti. “Veramente lei aveva proposto la loro chiusura in polemica con le ong“, osserva Telese. “No, la prego di farmi finire” – replica Minniti – “Lei comprenderà che sono sincero e quindi non ho alcun problema a nascondere nulla”. Il politico spiega la situazione emergenziale di sbarchi sotto il governo Gentiloni, Telese gli ricorda nuovamente la sua ipotesi di blocco dei porti e l’opposizione di Graziano Delrio, all’epoca ministro dei Trasporti, assolutamente contrario alla chiusura dei porti alle ong. Ma Minniti smentisce, ripetendo due volte: “Lei è male informato“. La discussione poi si sposta sugli accordi con la Libia e sulle violenze perpetrate dalla Guardia Costiera Libica sui migranti. “E’ evidente che abbiamo a che fare con un Paese che non ha firmato la Convenzione di Ginevra” – si difende Minniti – “E tuttavia in Libia si sono fatti dei passi in avanti“. L’ex ministro dell’Interno stigmatizza il linguaggio adottato da Salvini, paventando che possa slittare la frizione. Ma Telese gli rammenta, ancora una volta, gli accordi del governo Gentiloni con la Guardia Costiera Libica, le condizioni dei campi di detenzione in Libia e il codice di condotta per le ong, voluto dallo stesso Minniti. Quest’ultimo ricorda che solo Medici Senza Frontiere non firmò quel codice, al contrario di tutte le altre organizzazioni non governative. “Certo, furono costrette”, commenta Telese. “Noi non abbiamo costretto nessuno”, ribatte il politico del Pd. Il climax della discussione si ha quando Minniti cita il libro di due professori di Harvard, Steven Levitsky e Daniel Ziblatt, “Come muoiono le democrazie”. Secondo i due studiosi, le democrazie possono morire non solo coi colpi di Stato, ma anche per mano di leader eletti democraticamente. E Minniti rivendica la tesi del libro, adombrando lo stesso pericolo in Italia. “Da noi questo rischio non c’è”, obietta Telese. “I populisti hanno preso il 55% alle elezioni” – ribatte Minniti – “Telese, lei non è ben informato. Vorrei trasmettere il messaggio che il 4 marzo i nazional-populisti nel nostro Paese hanno preso il 55%“. “Nel finale, fuori programma nel talk show politico: Telese deve dare la linea alla pubblicità e annuncia la pausa. Ma Minniti replica: “Se posso finire il ragionamento, continuo. Mi dicono che posso finire il mio intervento. Ho un contatto diretto”. “Sono le vie del Viminale”, ironizza il conduttore

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