Battibecco a più riprese a L’Aria che Tira Estate (La7) tra il senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, e il filosofo Diego Fusaro. Quest’ultimo critica ferocemente il progetto Erasmus, scatenando l’ilarità in studio: “Serve a ortopedizzare fin dalla tenera età i giovani”. “Questa è una cazzata”, commenta, ridendo, La Russa. Fusaro, in collegamento, continua il suo intervento: “Nell’acronimo Erasmus la M sta per “mobility”, che è esattamente quella mobilità che caratterizza il migrante“. “Ma quando mai?”, insorge il senatore Pd, Davide Faraone. La Russa obietta: “Confondere la perdita di identità col desiderio naturale di un universitario di conoscere altri giovani, altre abitudini, altri modi di vivere è una di quelle cose che prima ho definito con un inglesismo una cazzata”. “Signor La Russa, farò finta di niente per il suo francesismo” – ribatte Fusaro – “ma questo non c’entra niente con l’Erasmus”. E ribadisce la sua tesi, causando le proteste tra gli ospiti. “Chiedigli come si è fatto quell’abbronzatura“, mormora La Russa, rivolgendosi al conduttore, che dirotta la domanda al filosofo. “Sono nella mia Liguria” – risponde Fusaro – “sono radicatissimo nelle terre liguri, quindi nessun espatrio. E’ solo eliofilia, amore del sole“. Nel finale, il botta e risposta tra il vicepresidente del Senato e Fusaro verte sulla fontana romana di Campo de’ Fiori, sfregiata da tifosi transalpini che festeggiavano la vittoria della Francia ai Mondiali 2018. Il filosofo commenta: “Da sempre l’Italia è oggetto di vere e proprie scorribande di barbari, da Attila ai Lanzichenecchi, sicché non c’è nulla di cui maravigliarsi se questa turpe tradizione continua fino a oggi, quando gli spettacoli calcistici per le plebi sottomesse gaudenti danno luogo a questi fenomeni”. “Io mi ritrovo nella plebe sottomessa” – commenta La Russa brandendo il suo smartphone con la cover nerazzurra – “perché amo il calcio e avrei gioito se l’Italia avesse vinto. Certo, ci sono altre attività, come ad esempio quella di riuscire a dedicare il proprio tempo a riflettere, a pensare, a prendere il sole dalla mattina alla sera. Noi invece giochiamo a pallone”

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