di Andrea Taffi

Ho votato il Movimento 5 stelle e l’ho fatto anche perché modificasse i provvedimenti del precedente governo. Quelli sbagliati, però, non quelli giusti. Finora mi era andata bene: la cancellazione della chiamata diretta dei docenti; le regole sui contratti a tempo determinato. Ora, però, le cose sono cambiate. In tema di vaccinazione, la ministra della Salute, Giulia Grillo, dà un piccolo ma decisivo assaggio del suo prossimo gioco duro ed eleva a sistema il principio della autocertificazione.

Crede, in questo modo, di risolvere il conflitto tra due opposti interessi: quello per la salute pubblica (che già la Corte Costituzionale ha definito primario) e il diritto all’istruzione (primario per i 5 Stelle). Ecco allora che la ministra consente l’iscrizione a scuola di bambini non vaccinati, purché – s’intende – vi sia l’autocertificazione dei genitori che la vaccinazione è stata prenotata alla Asl. La concessione all’autocertificazione, che per l’ex ministra Beatrice Lorenzin era stata dettata solo da ragioni di contingenza organizzativa e fissata con un termine perentorio, viene ora promossa a principio cardine.

E allora, da ex elettore 5 stelle (sì, perché la prossima volta me ne sto a casa), chiedo alla ministra Grillo: ma dove è andata a finire quella dignità che lei e tutti i suoi colleghi 5 stelle di governo avete elevato a vostro simbolo? O meglio: perché avete riconosciuto solo la dignità degli insegnati e dei lavoratori precari, ma non la dignità di tutti quei genitori che hanno vaccinato i propri figli e sono orgogliosi di averlo fatto? Sì, perché con questo intervento in tema di vaccinazioni, ministra Grillo, lei ha solo riconosciuto la dignità di tutti quei genitori che non vaccinano i loro figli, che sono orgogliosi di non farlo e che ora potranno anche non subirne più le conseguenze.

Cara ministra Grillo, non era questo ciò che volevo quando ho votato il Movimento 5 stelle.

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