Il decreto dignità, tra giovani, voucher e gioco d’azzardo, ma anche il reddito di cittadinanza, le pensioni d’oro, l’Ilva e i migranti. Luigi Di Maio parla ad Agorà su Rai 3 tra vecchie e nuove promesse, da mettere nella legge di Bilancio o approvare entro l’estate, e la presentazione della prima misura di questo governo, approvata lunedì dal Consiglio dei ministri. “Quello che stanno vivendo i giovani è una tragedia sociale“. Per questo, “chi non abusa dei contratti a termine e non sfrutta i ragazzi non ha nulla temere“, sostiene il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico rispetto al decreto legge, sul quale, a suo dire, “ci sono state tante leggende metropolitane“.

“E’ costruito per evitare che un giovane per anni sia tenuto sulla graticola con contratti di pochi mesi“, sottolinea più volte Di Maio durante la trasmissione. Parlando delle misure adottate con il decreto il vicepremier fa anche altre promesse: “Ridurremo il costo del lavoro – dice – ci stiamo lavorando per la legge di Bilancio”. E specifica che il governo farà “un abbassamento del costo del lavoro selettivo, su tutte le imprese che hanno un margine di crescita. Le incentiveremo“.

Sui voucher – C’è quindi la battaglia ai contratti a termine, ma anche un’apertura ai voucher da parte di Di Maio: “Erano nati per alcuni lavori, come quelli domestici di Colf e badanti, e in alcuni casi nell’agricoltura. Se il tema è questo e se ne può discutere”, dice il ministro del Lavoro. Il tema è caro alla Lega e Di Maio specifica comunque il suo no alla reintroduzione dei “voucher come aveva fatto Renzi e i suoi amici: ci si pagavano anche gli ingegneri. Erano usati per un contratto di una giornata e con quello, ai fini Istat, era come se si era lavorato una settimana, e questo aveva fatto impennare i conti degli occupati in Italia”.

Gli spot sul gioco – Nella norma c’è anche la stretta sulla pubblicità dei giochi e delle scommesse. Di Maio spera che “finalmente tanti personaggi famosi non si prestino più a fare pubblicità, perché quando vedo il mio idolo che gioca sono portato a farlo. Sono emergenze sociali che andavano affrontate prima possibile”.  “Ci hanno chiesto di aiutare i nostri padri a liberarsi dai giochi e dalle scommesse – dice – e abbiamo tolto la pubblicità“.

Le misure fiscali – “Troviamo i furbi ma almeno lasciamo in pace gli onesti“, è il motto che Di Maio sostiene di aver adottato invece nelle misure fiscali introdotte con il decreto dignità. “Tutti questi strumenti, dallo spesometro al redditometro, erano stati introdotti per combattere l’evasione. E io sono d’accordo a combattere l’evasione – dice il vicepremier – ma il problema era che stavano combattendo quelli che rispettavano le regole”. “Di certo – continua – abbiamo semplificato gli strumenti. L’unica cosa che dovremo fare è quella di incrociare i dati e trovare i furbi, ma almeno lasciamo in pace gli onesti, per creare lavoro”.

Il reddito di cittadinanza – Poi Di Maio parla anche delle prossime mosse, a partire dal reddito di cittadinanza che “si deve fare subito, spero di portarlo nella Legge di Bilancio di quest’anno”, annuncia. Ma sul tavolo ci sono anche i centri per l’impiego da “rimettere a posto”, perché “ora sono un’umiliazione“. “Questa settimana riunirò gli assessori al lavoro delle Regioni”, afferma il vicepremier, che per quanto riguarda la possibilità di rimettere l’articolo 18 spiega che “ora dobbiamo vedere gli effetti di questo decreto dignità”.

Le pensioni d’oro – L’altra promessa, o “impegno preso con gli italiani”, per usare le parole dello stesso Di Maio, è il taglio alle pensioni d’oro. “Incardiniamo un disegno di legge al Senato e spero di approvarlo entro l’estate“, dice Di Maio ad Agorà. “Entro questa settimana, al massimo la prossima, ci sarà il taglio dei vitalizi alla Camera. Spero di approvare entro l’estate quello delle pensioni d’oro”, ribadisce.

L’incontro sull’Ilva – Nel corso della trasmissione su Rai 3 il vicepremier presenta anche l’incontro previsto oggi con i commissari dell’Ilva: “Faremo il punto e vedremo come muoverci – dice – l’orientamento è quello di garantire il lavoro ma anche il diritto dei cittadini di Taranto di respirare“.

I migranti – Poi un passaggio sulla questione migranti: “Non bisogna utilizzare i morti per questa polemica, ricordiamoci che i morti in mare ci sono stati sempre”, risponde Di Maio a chi gli fa notare degli ultimi naufragi nel Mediterraneo dopo il blocco alle navi delle Ong. “Le nostre navi continuano a salvare le persone – aggiunge – c’è una differenza fra salvataggio e traghettamento“. Il vicepremier sostiene che “forniremo nuove motovedette alla Libia perché è la cosa più sana che i salvataggi li facciano i libici e li riportino sulle coste libiche”.