L’azienda Findus ha ritirato diversi lotti di 4 tipi di minestrone surgelato per il rischio di contaminazione da batterio Listeria. A comunicarlo è la società stessa sul suo sito, in cui pubblica l’elenco dei lotti oggetto del richiamo volontario e “del tutto precauzionale“. La segnalazione, si legge nel comunicato, viene dal fornitore Greenyard: la potenziale contaminazione da Listeria riguarda una partita di fagiolini utilizzata in minima parte nella merce Findus ritirata dal mercato. Inoltre, la società ricorda che i prodotti surgelati vanno consumati solo previa cottura, e già solamente quest’ultima annullerebbe ogni potenziale rischio per la salute. “Si precisa che questo richiamo precauzionale e su base volontaria si riferisce esclusivamente ai lotti dei prodotti menzionati e non riguarda in nessun modo né altri lotti degli stessi prodotti, né altri prodotti a marchio Findus” concludono dall’azienda. Sempre per rischio di contaminazione da Listeria, altri due prodotti sono stati ritirati dal mercato della marca Freshona, legata allo stesso fornitore, solamente dai punti vendita Lidl della Sicilia. Così come per i prodotti Findus, il ritiro è a scopo precauzionale e l’elenco preciso è disponibile sul sito ufficiale della Lidl.

“Al momento non risultano focolai di Listeria in Italia ed il ritiro dei prodotti sono effettuati in via precauzionale” rassicura la ministra della Salute Giulia Grillo.”Sto seguendo con la massima attenzione la vicenda del batterio Listeria. I miei uffici hanno subito predisposto tutti i controlli e le misure necessarie” rassicura. I ritiri fanno seguito a una segnalazione di allerta europea proveniente da una epidemia nata in Ungheria nel 2015 che in Europa ha causato 47 infetti e 9 decessi. La Listeria si trasmette attraverso cibi contaminati ma il batterio viene ucciso attraverso la cottura, che a temperature superiori a 65 gradi uccide diversi batteri. L’Organizzazione mondiale della sanità consiglia di refrigerare gli alimenti cotti e potenzialmente contaminati a una temperatura inferiore ai 5 gradi.

Coldiretti ricorda come sia evidente che “con la globalizzazione degli scambi commerciali e delle informazioni le emergenze si diffondono rapidamente nei diversi Paesi e continenti e che le maggiori preoccupazioni sono determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio”. “Di fronte all’atteggiamento incerto e contraddittorio dell’Unione Europea” continua nel comunicato l’associazione dei coltivatori diretti “si dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare nell’etichetta l’origine dei prodotti, estesa a tutti gli alimenti con la necessità di togliere il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione pubblica delle aziende che importano i prodotti dall’estero per consentire interventi rapidi e mirati”.