Per i rifugiati, a Massa, non c’è più posto. Così è Carrara a farsi avanti e a proporsi per ospitarli. Lo storico campanilismo tra i due comuni, che formano lo stesso capoluogo di provincia, in Toscana, va oltre ed entra nell’arena politica sul tema dell’accoglienza dei migranti. Lo strappo si consuma proprio quando la storica conquista di Massa da parte del centrodestra avrebbe dovuto favorire – almeno in teoria – i rapporti istituzionali tra le due città, fino a poco tempo fa in mano al centrosinistra e oggi governate da M5S e Lega che a livello nazionale formano la maggioranza di governo. Carrara, infatti, dal 2017 è amministrata dai grillini di Francesco De Pasquale mentre a Massa il candidato del centrodestra a trazione leghista Francesco Persiani, domenica scorsa, ha ribaltato il risultato del primo turno battendo il sindaco uscente del Pd, Alessandro Volpi. Nemmeno il tempo di insediarsi a Palazzo Civico che il neo sindaco ha annunciato la volontà del Comune di uscire dallo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), ovvero la rete degli enti locali che accolgono volontariamente i rifugiati a cui le due città limitrofe avevano aderito due anni fa spartendosi i migranti. “L’uscita dal progetto è una parte rilevante del programma elettorale – ha spiegato Persiani – e noi quel programma vogliamo rispettarlo: preferiamo che le risorse siano destinate agli italiani e ai problemi dei massesi”. A stretto giro, però, è arrivata la risposta di De Pasquale che, prima, ha definito i migranti una “risorsa” per una città “vocata all’internazionalità” annunciando che ci penserà lui a fare da capofila al progetto e, poi, si è detto pronto ad accogliere a Carrara i dieci richiedenti asilo che oggi sono ospitati a Massa. “Non avrei nessuna difficoltà ad accogliere questi migranti – dice De Pasquale al fattoquotidiano.it – ci rendiamo conto che saranno dieci o al massimo venti persone? Non stiamo parlando certo parlando di un’invasione”.

Lo Sprar, istituito con la legge Bossi-Fini, è il servizio di accoglienza dei rifugiati finanziato dal Ministero dell’Interno e gestito dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) che fornisce l’accoglienza “integrata” dei rifugiati attraverso “la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico”. Massa e Carrara avevano aderito due anni fa al progetto Sprar partecipando a un bando per accogliere 20 migranti in cambio di un finanziamento del Viminale di ben 300.000 euro nel successivo biennio. Così i due Comuni si sono divisi in parte equa (10 e 10) i richiedenti asilo ospitandoli e cercando di inserirli nel contesto lavorativo locale. Poi, un anno dopo, il progetto è stato implementato con l’inserimento del comune di Montignoso (dieci mila abitanti a pochi chilometri dalla Versilia): i tre municipi accolgono in parti uguali altri 15 rifugiati. Ora, con la scadenza del progetto, il sindaco Persiani ha deciso che per quei 15 rifugiati a Massa non c’è più posto provocando l’ira delle opposizioni e aprendo la prima spaccatura con il collega De Pasquale. L’idea del sindaco grillino è quella di partecipare a un nuovo bando e, in caso di vittoria, di ospitare i richiedenti asilo tra Carrara, Montignoso e un altro comune vicino ancora da individuare. “Ci siamo fatti avanti per sostituire Massa nel ruolo di capofila – ha detto al Tirreno l’assessore al sociale della giunta grillina, Anna Galleni – Carrara ha chiesto una proroga tecnica al Ministero e ha dimostrato la propria disponibilità ad assumere quel ruolo”.

L’amministrazione di Massa ha deciso di non proseguire con la rete Sprar per un motivo politico (il rispetto del “programma e delle promesse elettorali”) ma anche per uno economico: “Le risorse spese devono essere destinate ai massesi” e in particolare per “risolvere il problema della disoccupazione” ha detto Persiani appena insediato. Il primo punto nell’agenda del neo-sindaco è proprio il grande tema del lavoro: la provincia di Massa-Carrara infatti ha il tasso di disoccupazione più alto di tutta la Toscana e di tutto il centro-nord attestandosi nel 2017 al 16,6% e al 48,9% tra i giovani, dati molti simili a una città del Mezzogiorno. A fronte di un finanziamento statale di 300.000 euro, comunque, il progetto Sprar ne costa al Comune tra i 10 e i 15mila. “Nella nostra città la crisi economica è soprattutto una crisi imprenditoriale – risponde a distanza il sindaco di Carrara – e l’augurio è che tra i migranti ci sia chi si metta in gioco un domani per fare impresa. Nei giorni scorsi, per esempio, sono andato a inaugurare un mercatino biologico in cui tra i produttori c’è un migrante del Burkina Faso che si è messo a fare impresa, e in questo caso agricola: è stata davvero una grande soddisfazione per lui e per noi”. De Pasquale poi risponde anche a chi gli fa notare che le sue posizioni sui migranti possano essere in contraddizione con quelle assunte dal M5S nazionale: “non è così – conclude il sindaco – io la penso proprio come il Presidente della Camera, Roberto Fico, e poi siamo un Movimento proprio perché al nostro interno abbiamo idee diverse su molti punti: l’unica cosa che rimane sempre costante sono le 5 Stelle”.

L’annuncio di Persiani ha scatenato le polemiche delle opposizioni in città che hanno parlato di pura “propaganda elettorale”: “i richiedenti asilo non sono migranti clandestini – ha detto la deputata massese del Pd Martina Nardi – sono persone che posseggono di fatto i criteri necessari per essere dichiarati rifugiati e quindi possono, anzi devono ottenere asilo”. I consiglieri grillini concordano con il sindaco De Pasquale e attaccano a testa bassa Persiani: “la decisione del nuovo primo cittadino non ha nulla di razionale – denuncia l’ex candidata sindaco del M5S, Luana Mencarelli, fermatasi al 15% al primo turno – sfilarsi dal progetto Sprar non farà ‘sparire’ i migranti dal nostro comune, anzi ne potrebbe addirittura accentuare la presenza, aumentando quelle sacche di emarginazione che contrastano con i progetti di sicurezza del territorio”. La posizione del sindaco di Carrara di prendere in mano le redini del progetto invece è piaciuta molto al Pd locale: “accogliamo con favore la presa di posizione del sindaco De Pasquale – scrivono i dem in un comunicato – ci sembra degno di nota che anche dalle amministrazioni locali arrivino voci di dissenso che si oppongano alla narrazione falsa e catastrofista propagandata dal ministro Salvini e dagli esponenti locali della Lega”. A Massa il patto M5S-Lega inizia a scricchiolare.