Il Ludus magnus è stata la palestra più importante dell’antica Roma. Dava alloggio ai gladiatori e, soprattutto, allenava il loro corpo e la loro mente alla battaglia. Sagome umane e armi finte simulavano il combattimento per affinare la tecnica, indicazioni sulla dieta perfezionavano la forma fisica. La palestra aveva infine un collegamento sotterraneo con il Colosseo, affinché i combattenti potessero giungere indisturbati nell’arena in cui si sarebbe decisa la vita o la morte.

Circa mille e 500 anni dopo il gene di quei gladiatori vive ancora tra noi. Un romano si appresta infatti a fare il suo ingresso nella nuova culla del combattimento moderno, ovvero Las Vegas. Il fighter si chiama Alessio Di Chirico e lo sport sono le Mma (Mixed martial arts).

Alessio, classe ‘89, è uno dei quattro combattenti italiani nella Ufc, il principale campionato di Mma nel mondo. Affronterà Julian Marquez il 6 luglio 2018 in occasione del Tuf 27, la 27° edizione del reality show The Ultimate Fighter realizzato proprio dalla Ufc. Di Chirico viene da una vittoria contro il nigeriano Oluwale Bamgbose, mandato ko a Winnipeg il 26 dicembre del 2017. Una ginocchiata in clinch nel secondo round ha permesso al fighter romano di spegnere i riflettori per Bamgbose in un incontro delicatissimo nel quale lo sconfitto avrebbe perso la possibilità di restare nell’organizzazione della Ufc. 

Soprannominato “Manzo”, Alessio Di Chirico si allena nella versione moderna del Ludus magnus – ovvero nella palestra del Gloria fight team, di cui lui stesso e socio fondatore insieme a Riccardo Carfagna, celebre imprenditore delle Mma italiane. A curare la parte tecnica c’è l’head coach Lorenzo Borgomeo, che segue a bordo gabbia tanto Alessio quanto Micol Di Segni, Mauro Cerilli e Carlo Pedersoli Jr, che proprio di recente ha portato a casa una vittoria al suo esordio in Ufc.

Chiunque abbia incontrato Alessio per le strade di Roma ha potuto ribaltare qualunque preconcetto sullo stereotipo del combattente moderno. Gentile e disponibile, cerca di farsi catturare il meno possibile dalle sabbie mobili dei social media, ma non rifiuta mai l’interazione dal vivo coi fan. Ben lontano dagli atteggiamenti strafottenti che hanno alimentato il rumore mediatico intorno a figure come Conor McGregor, Alessio è un ragazzo determinato ma umile. Combatte per se stesso, per la propria palestra e per un sogno da far diventare realtà.

Proprio oggi mi ha inviato un saluto per gli amici de Il fatto quotidiano dal Nevada, che potete vedere qui sotto. Facciamogli l’in bocca al lupo, sapendo che battaglie come la sua hanno il merito di elevare il ruolo delle Mma in Italia. Sperando, un giorno di convincere la Ufc a farci visita. Chissà, forse proprio a Roma.