La ripresa dell’inflazione verrà accompagnata con pazienza e, qualora fosse necessario, la Banca centrale europea è pronta a riprendere il programma di acquisto dei titoli di Stato se lo scenario dovesse mutare. Mario Draghi parla al forum delle banche centrali a Sintra, in Portogallo, e torna sul rallentamento e poi l’azzeramento della politica adottata dalla Bce negli ultimi anni, annunciata la scorsa settimana. Per accompagnare la ripresa dell’inflazione in uno scenario economico caratterizzato da incertezze, ha spiegato, “occorre che la politica monetaria nel’Eurozona rimanga paziente, persistente e prudente”.

“La nostra recente decisione unanime – ha aggiunto Draghi – assicura che il necessario sostegno da parte della politica monetaria resti al suo posto”. Parlando del dimezzamento da settembre e del ritiro del quantitative easing a partire dal prossimo gennaio, il numero uno dell’Eurotower europea ha sottolineato che “questo sostegno ha vari elementi, inclusi gli acquisti netti di titoli fino a fine anno, lo stock ragguardevole di titoli acquistati e i reinvestimenti ad essi relativi, e la nostra forward guidance sui tassi d’interesse“.

E sugli scenari futuri, successivi allo stop al quantitative easing – grazie al quale la spesa per interessi sul debito pubblico sostenuta dall’Italia è calata di diversi miliardi di euro l’anno – Draghi ha assicurato che la Bce “rimarrà paziente nel determinare la tempistica del primo rialzo dei tassi (è già assicurata la permanenza ai livelli attuali fino all’estate 2019, nda) e adotteremo un approccio graduale nel regolare la politica monetaria”. Anche perché la decisione sugli acquisti “è soggetta” alla conferma delle “prospettive di inflazione a medio termine” e il programma “può essere sempre riprendere se dovessero emergere situazioni al momento impreviste”.

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