Sette anni e otto mesi di carcere per omicidio stradale. Questa la condanna per l’attore Domenico Diele che la notte tra il 23 e il 24 giugno 2017 alla guida della sua auto travolse e uccise la 48enne Ilaria Dilillo mentre in sella al suo scooter percorreva lo svincolo di Montecorvino Pugliano (Salerno) sulla corsia nord dell’autostrada A2. Il processo celebrato con rito abbreviato davanti al gup Piero Indinnimeo era iniziato a febbraio 2018 ma la sentenza era subito slittata di diversi mesi in quanto il giudice aveva fatto richiesta di una perizia da parte di due consulenti, il professor Antonello Crisci (medico legale) e l’ingegner Alessandro Lima, per chiarire lo stato psicofisico dell’attore al momento dell’incidente ed effettuare l’analisi dell’attivazione del sistema frenante calcolando la velocità dell’automobile registrata dal dispositivo satellitare installato a bordo della vettura di Diele. Il pm Elena Cosentino per il reato di omicidio stradale aggravato aveva chiesto per l’imputato una condanna di 8 anni.

Arrestato immediatamente dopo l’incidente mortale, il 35enne attore senese era al volante ma con la patene sospesa per uso di stupefacenti e dopo essere finito in cella a Salerno aveva dichiarato di fare uso regolare di eroina. A Diele erano stati dati gli arresti domiciliari ma l’uomo era dovuto rimanere nel carcere di Salerno per una dozzina di giorni in quanto i braccialetti elettronici erano finiti. I domiciliari trascorsi a casa della nonna a Roma si sono infine conclusi per decorrenza dei termini della custodia cautelare il 23 dicembre scorso. Da quel giorno Diele è tornato libero. Durante la prima udienza erano presenti il padre e il fratello della vittima che si erano costituiti parti civili, mentre fuori dall’aula erano state avvicinate alcune amiche della vittima che avevano dichiarato: “Vogliamo confidare fino all’ultimo momento che ci sia giustizia. Desideriamo che si mandi un messaggio forte. Le persone che si mettono al volante, dopo aver assunto droghe, devono sapere che saranno punite duramente”.

Dopo una parte importante nel film di Stefano Sollima, ACAB (2011), Diele era diventato popolare al grande pubblico televisivo italiano per aver interpretato il ruolo di un giovane magistrato del pool di Mani Pulite nella fiction Sky Atlantic, 1992 e 1993. Magistrato che nella finzione lavora fianco a fianco ad Antonio Di Pietro seguendo lo scandalo della Sanità dell’epoca. Il personaggio interpretato da Pastore in conclusione della seconda serie 1993 si ritrovava contagiato dall’HIV a seguito di trasfusioni di plasma infetto.