Il braccio di ferro “lo facciano con l’Unione Europea” e “non sulle pelle di 600 povere persone, tra cui molti bambini e molte danne”. Pietro Bartolo, medico lampedusano impegnato da anni in prima linea con i migranti, non ha dubbi: “Non basta metterci una pezza mandando medici a bordo – dice – vanno portati a terra, in un porto sicuro”.

In un’intervista con l’Adnkronos, uno dei protagonisti di Fuocammare, il film premiato con l’Orso d’oro al Festival di Berlino, è chiaro sul caso della nave Aquarius: “Finiamola con questo discorso di Malta, certo l’isola ha le sue responsabilità, ma mica può risolvere tutti i problemi dell’immigrazione – spiega – Bisognerebbe intervenire presso l’Unione europea e non intraprendere questa brutta strada che non ci fa onore, perché verremo criticati da tutto il mondo. Provo tanta, tanta rabbia”.

Ma alcuna “delusione”, precisa, perché “sapevamo quello che avrebbe fatto questo governo, visto che questo ha fatto una campagna elettorale tutta basta sull’immigrazione. Come se i problemi del’Italia fossero solo gli immigrati”. E ribadisce: “I numeri non sono quelli che vogliono fare capire, io di solito li odio i numeri, ma hanno un senso, per favore, siamo ridicoli perché non c’è nessuna invasione. Stiamo parlando di esseri umani e non di merci. A bordo ci sono bambini e donne incinte”.

E sui commenti sui social dove la decisione di Matteo Salvini di chiudere i porti sembra riscontrare ampi consensi, Bartolo dice: “È povera gente, terrorizzata da anni di paura. La gente non è cattiva, ma cattivamente informata, da politici e anche certuni giornalisti che non hanno fatto altro che seminare il terrore e il panico e creare un conflitto tra i poveri“. A chi sostiene che la chiusura dei porti sia stata annunciata in concomitanza delle elezioni amministrative, il medico risponde: “C’è anche un fatto elettorale – aggiunge – Spero solo che domani e dopodomani possano cominciare a ragionare da persone di governo, con una responsabilità importante perché Salvini è ormai un ministro ma anche gli altri che gli hanno dato man forte”.

Le critiche viaggiano anche a ritroso nel tempo, arrivando al governo Gentiloni e agli accordi con Libia stretti dal ministro dell’Interno Marco Minniti: “Io ero orgoglioso di essere italiano – conclude – Ma da quel momento in poi è tutto cambiato. Stiamo vedendo cose che non hanno né tesata né coda, spero e mi auguro che il nuovo governo faccia qualcosa di positivo. Il premier Conte è bene che faccia il premier senza farsi influenzare da nessuno e che possa intraprendere una strada diversa”.