“Ampliare i limiti della legittima difesa? Io trovo ridicolo che per anni si sia creato un allarme sicurezza inesistente. L’Italia è un Paese fortemente sicuro, ha il minor numero di omicidi in Europa“. Così il magistrato Piercamillo Davigo, ospite di Dimartedì (La7), commenta la proposta della Lega sulla sicurezza. E spiega: “Nonostante l’allarme sicurezza creato, sono state fatte leggi per rendere molto più difficile la custodia cautelare. Poi però si pensa di estendere l’uso delle armi, in modo che ci pensano i cittadini ad ammazzare. Ma che modo di ragionare è? In più, ci si dimentica che quasi sempre, quando si va in giudizio, è perché non si è nell’ipotesi di legittima difesa. In nessun Paese al mondo è consentito sparare a chi scappa”.  Circa la “pace fiscale” annunciata dal presidente del Consiglio Conte, Davigo è tranchant: “Credo che non ci sia nulla di più devastante di un condono per insegnare a rispettare la legge. E’ uno schiaffo in faccia ai cittadini perbene“. E sulla corruzione, puntualizza: “L’Italia certamente è un Paese corrotto. C’è una polemica sugli indici di percezione della corruzione, elaborati dalla Transparency International. Però c’è un dato che non è di percezione, ma oggettivo e difficilmente confutabile: il costo delle opere pubbliche. In Italia le opere pubbliche mediamente costano molto di più di quanto costano nel resto d’Europa. Questo è frutto anche di corruzione, oltre che di inefficienza da parte di chi gestisce gli appalti e di chi effettua questi lavori. Quando vediamo i viadotti che crollano, bisogna farsi delle domande”. Alla domanda di Floris, che gli chiede se è disposto a collaborare con il ministro delle Infrastrutture Toninelli, Davigo risponde: “No, io ho sempre espresso la mia opinione a chiunque l’avesse voluta sentire. Sono un fermo sostenitore della separazione dei poteri: i magistrati devono fare i magistrati, i politici devono fare i politici. Riabilitazione dei condannati? E’ una norma che esiste per tutti i cittadini, la trovo sensata e giusta. Gli unici che non hanno la riabilitazione rispetto al loro procedimento disciplinare, sono i magistrati