La nube di gas, lapilli, blocchi di rocce e cenere a temperature superiori a 700 gradi sprigionatesi dal Volcan de Fuego ha trasformato il Guatemala in una nuova Pompei. Sono almeno 69 i morti, stando all’ultimo aggiornamento delle autorità, causati dall’eruzione: per oltre 50 di loro si procederà all’identificazione tramite dna, perché la lava ha sfigurato le vittime.

Le immagini raccontano la distruzione attorno all’area più vicina al cratere, che si trova a circa 70 chilometri dalla capitale guatemalteca: le colonne di ceneri e gas, alte fino a 3-4 chilometri, hanno seppellito alcuni piccoli paesi alle falde del vulcano.

L’eruzione, la seconda nel 2018, è stata una delle più potenti degli ultimi anni secondo gli esperti e il numero delle vittime potrebbe aumentare, visto che ci sono villaggi e comunità che le squadre di soccorso non sono ancora state in grado di raggiungere. L’esercito ha già evacuato oltre 3mila persone.