La notizia è stata ufficializzata via Twitter dal presidente Donald Trump: i tre prigionieri americani detenuti in Corea del Nord stanno tornando a casa. “Sono lieto di informare che il segretario di Stato Mike Pompeo sta rientrando dalla Corea del Nord con tre persone che tutti vogliono rivedere. Sembrano in buona salute”, ha twittato Trump. “Il segretario Pompeo e i suoi tre ospiti atterreranno alla base aerea di Andrew alle due del mattino”, otto del mattino di giovedì in Italia. “Sarò lì a riceverli”, ha aggiunto il presidente Usa in un secondo tweet.

Pompeo è arrivato a Pyongyang per incontri con funzionari nordcoreani in vista del vertice tra il presidente Usa Donald Trump e il leader della Corea del Nord Kim Jong-unDong-chul, pastore americano nato in Corea del Sud, è detenuto in Corea del Nord dal 2015, quando fu arrestato per spionaggio e nel 2016 condannato a 10 anni di lavori forzati. Kim Hak-song e Kim Sang-duk, che lavoravano per la Pyongyang University of Science and Technology, fondata da chiese cristiane evangeliche oltremare, furono arrestati per il sospetto di “atti ostili”. Un epilogo diverso rispetto a quello di Otto Warmbier, lo studente universitario americano di 22 anni che il regime di Pyongyang a giugno 2017 ha deciso di rilasciare per “ragioni umanitarie. Il ragazzo, però, è stato rimpatriato quando era già in coma, ed è morto a meno di una settimana dal rientro negli Stati Uniti, senza mai riprendere conoscenza.

Detenuti a Pyongyang sono anche sei sudcoreani, di cui tre missionari cristiani, e Seul spinge per il loro rilascio. Pompeo è arrivato oggi nella capitale della Corea del Nord in quella che è la sua seconda visita in meno di un mese, dopo quella a sorpresa del weekend di Pasqua, ma nei panni di capo della Cia. Nei giorni scorsi Trump ha annunciato che il luogo del summit con Kim è stato scelto ed è stato indicato in Singapore secondo alcune anticipazioni di stampa.

L’incontro non avverrà “al confine tra le due Coree”, la data e il luogo saranno annunciati “entro tre giorni”, ha detto il capo della Casa Bianca. “Nei piani l’incontro sarà di un giorno ma nel caso ci fossero più cose da discutere, c’è la possibilità che venga esteso anche ad una seconda giornata“, ha spiegato invece Pompeo.