Qualsiasi cosa faccia, Ambra Angiolini finisce nel vortice delle polemiche. L’ultima: Ambra è stata messa alla gogna per essersi presentata sul palco del concertone del Primo Maggio di Roma, quello organizzato dai tre sindacati confederati italiani nel giorno della Festa dei Lavoratori, con un maglione firmato, neanche suo. Circa 350 euro di capo, realizzato dalla stilista dalla Alberta Ferretti, possono fare sì rumore. Peccato che nessuno faccia notare che quello era soltanto un capo di scena (non appartenente all’armadio della conduttrice), così come lo erano – firmati e di scena – gli abiti di quasi tutti gli altri artisti che sono saliti sul palco di Piazza San Giovanni. C’è chi indossava Coveri, chi Armani, e addirittura c’è chi si è presentato sul palco con due Rolex come ha fatto il trapper Sfera Ebbasta (lui se n’è pure vantato sui social, ma questa è un’altra storia).

Un maglione può far rumore. Invece nessuno parla – chissà come mai – del cachet della conduttrice: sin da quando ha accettato questo importante ruolo, l’Angiolini ha deciso di rifiutare qualsiasi cifra (tra l’altro, è stata l’unica del cast). “Accettando di condurre questo evento lo si fa da un punto di vista ideologico”, aveva detto lei durante la conferenza stampa. Così, ideologicamente appunto, ha deciso di dirottare i suoi soldi in beneficenza: coi 10mila euro messi a disposizione dall’organizzazione è stata creata una borsa di studio – o forse sarebbe meglio chiamarlo un “pronto-aiuto” – da consegnare a chi ne ha più bisogno.

Nei prossimi giorni la conduttrice individuerà con attenzione e attraverso scrupolose verifiche a chi donare quei soldi: potrebbe essere una famiglia che a seguito di un licenziamento sta attraversando un periodo particolarmente difficile, così come un giovane che con fatica, ma con originali idee imprenditoriali, sta cercando di inserirsi nel mondo del lavoro. Ma al popolo del social, quelli dell’indignazione tanto a un chilo, piace di più pensare ad Ambra Angiolini come una “falsa comunista”.