Finalmente Matteo Renzi. Dopo due mesi di meditato silenzio, il vero leader del Pd ha mostrato, se ancora ci fosse bisogno, grande chiarezza politica e senso di responsabilità. Renzi non ha fatto altro che affermare ciò che oggettivamente è accaduto dopo le elezioni del 4 marzo. Il Pd ha perso e non può andare al governo.

Semplice e doveroso. Stupisce, ma non troppo, che anche in questa occasione i soliti oppositori interni non perdano mai l’occasione per strumentalizzare ogni cosa e danneggiare ancor di più l’intero Partito. “Bene ha fatto” – per dirla come farebbe Luigi Di Maio – Matteo Renzi a ricordare che da quando diventò segretario del Pd la minoranza non fece altro che denigrare il proprio leader senza mai occuparsi, invece, dei rivali politici esterni al partito. Insomma, proprio quello che ha contribuito in maggior ragione a far perdere il Pd.

Punto e a capo. Dopo tutto questo, il partito di Di Maio, facendo un’inversione completa, voleva fare il premier sostenuto dal vecchio nemico Pd. In questi pochi giorni, sono stati dimenticati tutti gli insulti, azzerate tutte le mosse e fatte sviolinate a tutti.

E’ bastata la chiarezza di Renzi per far ritornare il partito ex grillino alle sue vere origini denigratorie. Ma con quale coraggio Di Maio può permettersi di dire al Pd non si libereranno mai di Renzi e la pagheranno? Un linguaggio becero, povero e infantile. Invece, provi Gigino a dire quando si libererà dal contratto con Casalleggio e Grillo?

Ma in tutto questo l’incoerenza di Di Maio è impressionante. Si demolisce e insulta per anni un intero partito e un’intera comunità e poi addirittura si pretendono i voti per sostenere un proprio governo. Solo chi vuole prendere in giro gli italiani potrebbe proporlo. E lo facciano, se hanno la capacità, i soliti oppositori interni del Pd. Vadano in Parlamento e votino la fiducia a Di Maio Premier. Il tutto solo per andare, ancora una volta, contro Renzi. Ma tutto ha un limite di decenza. Due mesi di manifesta incapacità da parte del Movimento 5 stelle.

Hanno gridato alla vittoria e sono riusciti solo ad occupare tutte le poltrone disponibili in Parlamento con l’alleanza con il centrodestra. Prima Salvini era affidabile, una persona coerente poi l’intrigo amoroso si è fermato per far fronte alle elezioni regionali. Perse entrambe da Di Maio. Insomma, una barzelletta. Ma la colpa, guarda caso, è sempre del Pd. Il Pd e Renzi la giustificazione a tutti i problemi.

La realtà, dal mio punto di vista, è molto semplice. Salvini e Di Maio hanno paura di governare perché sanno benissimo che le loro promesse elettorali sono e saranno irrealizzabili. E la prova è che Di Maio per fare il premier ha messo da parte il suo fasullo programma elettorale e ha chiesto a destra e sinistra un’alleanza. L’unica cosa seria da fare è quella proposta da Renzi ieri sera da Fabio Fazio. Provare a scrivere tutti insieme una nuova legge elettorale e una riforma seria delle istituzioni.

Ma qui arriverà il bello. Quanti nuovi parlamentari della Lega e del partito di Di Maio saranno disposti poi ad andare anticipatamente a casa? E che fine farà Di Maio, avendo già fatto ed esaurito il suo doppio mandato? Questa è la dura realtà. La paura di perdere la poltrona ha reso Di Maio simile a un caro e vecchio democristiano della prima Repubblica.

In tutto questo il silenzio del famoso garante ed elevato Grillo è emblematico.

A presto per le novità.

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