Una consultazione della base e non solo degli iscritti democratici per chiedere se sono d’accordo o meno con un governo tra Pd e Movimento 5 stelle. “Se la direzione democratica del 3 maggio darà il via libera al confronto con i 5 stelle”, ha detto il segretario reggente Maurizio Martina, “penso sia giusto che l’eventuale esito finale di questo lavoro venga valutato anche dalla nostra base nei territori con una consultazione”. E’ un passo in avanti significativo quello del leader dem, che dopo le aperture della scorsa settimana, si prepara alla resa dei conti in direzione. Non è un caso che parli di “consultazione della base” e non solo degli iscritti, mentre gli ultimi sondaggi Swg-Ipsos fotografano un 40 per cento di elettori del Partito democratico che sarebbero favorevoli all’intesa con i 5 stelle. Una scelta di farsi legittimare dagli elettori che è parallela a quella dei 5 stelle che, hanno assicurato, chiederanno la ratifica degli iscritti alla piattaforma Rousseau.

In generale le parole di Martina sono molto importanti perché arrivano non solo alla vigilia della direzione che dovrà stabilire la linea del partito, ma soprattutto a poco più di 24 ore dall’intervista di Matteo Renzi a “Che tempo che fa”. L’ex segretario dem infatti, se da giorni ha scelto di non esporsi pubblicamente, al tempo stesso continua a controllare molte della anime interne al partito. Tanto che molto dipenderà da cosa deciderà di dichiarare domenica 29 su Rai1 e su come dirà di comportarsi ai suoi. I retroscena dei quotidiani continuano a parlare di una chiusura verso i 5 stelle, ma resta anche l’ipotesi che Renzi apre al confronto mettendo però paletti talmente alti da far fallire il dialogo. Martina, in passato fedelissimo dello stesso ex segretario, è ora uno dei fautori dell’apertura ai 5 stelle. Nel corso dell’intervista ha anche parlato di Renzi, con cui i rapporti ora sono per forza di cose più tesi, e ha detto che auspica una sua partecipazione al dibattito. “Ho rispettato la scelta di Matteo Renzi di dimettersi”, ha dichiarato, “l’ho trovata sofferta ma anche molto limpida e molto chiara e ora non lo tiro per la giacca. Credo che ci sia bisogno del suo punto di vista, del suo protagonismo e della sua forza. Ci mancherebbe che noi ci privassimo di un’opinione come la sua. La discussione tra noi è legittima perché so bene che questo è un passaggio molto difficile ma non siamo tifoserie, non siamo gli uni contro gli altri e stiamo cercando di capire qual è la strada migliore”.

Per riuscire ad arrivare a una discussione produttiva in direzione, le varie parti stanno cercando di limare le posizioni. Il segretario reggente ad esempio, ci ha tenuto a ribadire che la direzione dovrà esprimersi solamente sull’avvio del dialogo: “Il 3 maggio”, ha specificato nel corso dell’intervista su SkyTg24, “non dovremo decidere se fare o non fare un governo con M5s, ma se iniziare un confronto, entrare nel merito delle questioni, capire se ci possono essere punti d’intesa. Siamo forze molto diverse e la strada è in salita. Ma i presunti vincitori del voto del 4 marzo non hanno offerto prospettive e ipotesi concrete per il Paese. Credo che arrivati a questo punto sia giusto capire se esiste la possibilità di un confronto”.

Per il segretario reggente Pd è necessario evitare sia l’alleanza M5s-Lega che il ritorno al voto. “Io sono molto preoccupato”, ha detto, “sia di un governo con Salvini come socio di riferimento che di una precipitazione al voto anticipato nei prossimi mesi. L’Italia non può permettersi questi scenari. Io difenderò sempre il lavoro fatto dai governi Pd di questi anni che hanno portato l’Italia fuori da una grande crisi. Ci sono tante cose da fare ancora. Ora il tema è quello di sfidare i 5 stelle sui nostri temi e capire se esiste la possibilità di un’agenda condivisa di impegni per l’Italia su alcune priorità essenziali”.

Ad annunciare mobilitazione non di iscritti ma di cittadini contro l’eventuale governo con il sostegno del Pd è Matteo Salvini: “Sento che migliaia di persone sono pronte, in caso di un folle governo Pd-5Stelle, a scendere in piazza. Altro che consultare i militanti piddini e grillini in rete, la Lega è pronta a mobilitare milioni di italiani se il voto non sarà rispettato. Il Ps ha già fatto troppi danni agli italiani in tutti questi anni di malgoverno”.

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