“Cara Madonna, ti lascio perché sei bianca”. Così, con la solita penna affilata, la leggenda del rap Tupac Shakur decise di mettere la parola fine alla relazione sentimentale con un’altra leggenda della musica, Madonna. Tre pagine di inchiostro e sentimento che Tupac spedì alla Material Girl nel 1995 e che un’ex collaboratrice della cantante rubò decidendo, nel 2017, di “donare” al pubblico in attesa di metterla all’asta. Oggi per Madonna arriva un’altra batosta, questa volta dalla Corte Suprema di New York. L’azione legale intrapresa dalla pop star per rovinarle i piani è stata respinta, la base d’asta per la lettera di Tupac è di 100 mila dollari.

Quella tra Tupac Shakur e Madonna, seppur breve e segretissima, è (stata) una delle relazioni più pazzesche dello star system musicale made in Usa. A cominciare dalla stanza da cui il rapper vergò a mano tre pagine intrise di sentimento e rabbia con cui metteva la parola fine alla love story con Madonna. Nel 1995, anno a cui risale la lettera, Tupac si trovava in carcere per scontare quattro anni e mezzo per abusi sessuali. Condannato a febbraio di quell’anno, uscì comunque ad ottobre dopo il pagamento di oltre un milione di dollari di cauzione. Da lì a poco, tuttavia, nel 1996, l’ennesimo capitolo shocking. Shakur morì improvvisamente a Las Vegas, ucciso durante una folle sparatoria figlia della storica rivalità tra Est e West Coast. La relazione sentimentale con Madonna iniziò verosimilmente tre anni prima della morte del rapper, nel 1993, quando si conobbero ai Soul Train Music Awards di Los Angeles. Una love story scoppiettante ma al contempo segretissima. E dalle parole di Shakur se ne capiscono anche i motivi. “Se ti facessi vedere in giro con un nero la tua carriera non ne risentirebbe. Anzi, potrebbe anche farti apparire una persona più aperta e passionale – scriveva Tupac – Per quanto mi riguarda, invece, questa relazione comprometterebbe la mia immagine. Se mi vedessero con te deluderei metà delle persone che mi hanno reso quello che sono”. Insomma per Tupac, di origini afroamericane e con il microfono sempre acceso per lottare contro la discriminazione razziale, uscire con Madonna, una pop star dalla pelle bianca, sfiorava il tradimento.

E così decise di mollare la presa, con una lettera che la Material Girl tenne sempre per sé. Fino al 2017, quando Darlene Lutz, l’ex assistente di Madonna, ne pubblicò online alcuni estratti, dopo averla rubata in gran segreto segretamente insieme ad altri cimeli legati alla pop star al fine di metterli all’asta. Madonna fece partire un’ingiunzione contro l’ex collaboratrice, con cui i rapporti lavorativi si interruppero bruscamente nel 2003, e un giudice subito ordinò lo stop alla casa d’aste per la vendita di tali cimeli. Semaforo rimasto rosso fino a poche ore fa, quando invece è stata la Corte Suprema di New York a mettere la parola fine alla faccenda lasciando a Madonna un’altra delusione. I giudici puntano sui termini di prescrizione: la cantante, per la Supreme Court, avrebbe fatto passare troppo tempo per chiederne la restituzione, nonostante si sia dichiarata ignara dei fatti fino appunto al 2017.

Ora per Madonna si prospettano tempi duri. L’asta è pronta a partire (si parla di luglio) e la sua base di partenza è stata fissata a 100 mila dollari. Una cifra del tutto alla portata della cantante, nel caso decidesse di tentare l’ultima carta per provare a blindare un pezzo di storia, sua e della musica. Semmai, la vera sfida per la Material Girl sono i fan (suoi e soprattutto di Tupac, osannato da alcuni come una divinità) e i collezionisti più accaniti, pronti a svenarsi, a vendersi un rene o persino ad ipotecarsi la casa pur di accaparrarsela. E sono tanti.

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