Quello del Quadraro, del 17 aprile del 1944, è stato un rastrellamento paragonabile in termini di numeri a quello del ghetto di Roma di pochi mesi prima, il 16 ottobre 1943. Eppure dell’operazione Balena – lamentano gli abitanti di quest’area nel sud-est della Capitale – i libri di storia non ne parlano. Anche qui, quel giorno, oltre mille uomini – tutti i maschi tra i 16 e i 55 anni – vennero portati via, fino in Germania ai lavori forzati. Non tutti tornarono: qualcuno finì nei campi di concentramento, altri morirono di stenti. “Qui Roma resisteva”, racconta al Fatto.it Daniele Miglio, usando le parole del suo monologo per lo spettacolo teatrale Nido di vespe. “Chi unendosi alle Brigate Partigiane che in via Tuscolana, all’aeroporto di Centocelle, in via Prenestina mettevano i chiodi per le strade per fermare i camion dei tedeschi che andavano a rifornire i compari di Anzio. E chi con la derisione, che è tipica de’ noantri. Difatti, quando lo sbarco alleato fallì, sui muri apparve questa scritta: “Americani, tenete duro che presto verremo a liberarvi!’”.

Cunicoli, casette basse abitate da immigrati del sud, sfollati delle baracche della Roma fascista, disoccupati e gente che lavorava nell’edilizia. “A Roma ci sono solo due posti se vuoi nasconderti”, diceva il console tedesco. “Il Vaticano e il Quadraro”. E poi c’era il palazzo dei Numerosi, voluto da Mussolini per metterci tutti i nuclei famigliari con più di 10 figli.Wanda e Anna ricordano bene quel 17 aprile, quando i loro padri vennero portati via dalle truppe nazifasciste. La prima aveva solo 7 anni, la seconda 14. “Il giorno prima eravamo stati a un matrimonio a Tor Fiscale”, racconta Wanda. “Se fossimo rimasti lì a dormire come ci avevano detto, mio padre si sarebbe salvato. E invece era voluto rientrare per andare a lavoro”. Della sua prigionia “non ci ha mai raccontato nulla”, dice ancora Wanda. “Qualcosa la so perché origliavo i discorsi dei miei. Sono piena di rabbia ancora oggi, quando vedo quelli con la testa rasata. Ma brutti deficienti, ma lo sapete cos’è il fascismo?”.

“Mio padre tornò un giorno, era la festa di San Giovanni”, dice Ada, che oggi ha 88 anni. “Lo vidi mentre camminavo. Vidi un uomo e pensai: lo conosco. Potrebbe essere mio padre. È mio padre. Papà!” Al Quadraro, in via dei Lentuli – racconta ancora Daniele Miglio – c’è una rarità, Una fila di alberi Ginkgo biloba. “Uno degli alberi più antichi sulla faccia della terra. Si dice che le forme a forma di ventaglio siano curative. Siano il miglior rimedio contro la cattiva memoria. Ecco, una cosa vi si chiede quando passate dal Quadraro: non dimenticatevi i fatti del 17 aprile 1944”.

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