Non sono chiuse le indagini sull’omicidio di Pamela Matropietro. Per i tre nigeriani arrestati per l’omicidio della 18enne romana, uccisa e fatta a pezzi, arrivano nuove accuse.  Gli inquirenti attribuiscono a Innocent Oseghale e i due Lucky, Desmond e Awelima, “una sistematica attività di spaccio di eroina e marijuana, frutto dell’unica attività lavorativa svolta da ciascuno per il sostentamento proprio e delle rispettive famiglie”. Centinaia le cessioni di eroina e marijuana documentate nel periodo compreso tra marzo 2017 e gennaio 2018, con frequenza giornaliera a Macerata.

Nel fare il punto sulle indagini il procuratore Giovanni Giorgio chiede rispetto per la vita “tormentata” della vittima, e sottolinea che il Dna trovato sul corpo di Pamela oltre a quello di Oseghale, non appartiene a nessuno degli indagati ma non sposta per il momento l’attenzione degli inquirenti dai tre che ritengono responsabili del delitto. Chi indaga non ha dubbi sul fatto che la ragazza sia morta, il 30 gennaio scorso, nell’appartamento di via Spalato 124, a Macerata, dove viveva Oseghale. Il Dna appartiene a una persona “occidentale” non coinvolta nell’inchiesta: gli altri due profili genetici appartengono a uno dei tre nigeriani arrestati per il delitto, Innocent Oseghale, e a un tassista che trascorse alcune ore con la giovane il giorno prima che venisse uccisa. “Il terzo Dna rinvenuto sul corpo di Pamela è di una persona occidentale – ha assicurato Giorgio -. Non siamo riusciti ad accertare chi sia ma questo non crea lacune a livello investigativo perché non è possibile che questa persona sia coinvolta nella vicenda”. L’estraneità del soggetto “caucasico” in questione, ha spiegato il magistrato, deriverebbe da alcuni elementi tra cui il fatto che l’appartamento dov’è avvenuto il delitto e dove abitava Oseghale, era frequentato solo da persone di origine africana.

Nelle ore in cui la ragazza veniva uccisa e il suo corpo fatto a pezzi, i cellulari dei tre indagati figurano in una zona compatibile con l’appartamento, e questo avviene dopo una serie di telefonate nelle quali, secondo le accuse, si sarebbero accordati sul da farsi. Dalle intercettazioni successive all’arresto emergono nuovi dettagli sugli indagati: “Sono stato un Rogged (appartenente ad un’organizzazione criminale nigeriana ndr), le cose che sono successe sono cose da bambini… abbiamo già fatto cose ben peggiori“, dice Desmond Lucky, parlando di quanto successo a Pamela con l’amico e coindagato Lucky Awelima, nella cella del carcere di Montacuto. Intanto sono in programma per sabato 5 maggio a Roma, nella parrocchia di Ognissanti, i funerali della giovane, il cui corpo è stato restituito alla famiglia per le esequie la scorsa settimana. “Avremo finalmente un luogo dove piangerla, dove poterle portare un fiore o recitare una preghiera – hanno comunicato i familiari in una nota -. Abbiamo scelto il primo sabato del mese dedicato alla Vergine Maria vista la devozione che, per essa, aveva Pamela, oltre a noi tutti”. Per il giorno dei funerali il Comune di Roma ha dichiarato il lutto cittadino.