Lo chiamavano… Gabriele Mainetti. Sono iniziate le riprese di Freaks Out, l’attesa opera seconda del regista de Lo chiamavano Jeeg Robot. Ad annunciarlo è la fedele e lungimirante Lucky Red con un comunicato ultrapop a vocazione hollywoodiana. “Il cielo azzurro solcato da una nuvola di fumo nero. La macchina da presa lentamente scivola verso il basso. Il fumo diventa sempre più denso e scuro. Quando la nebbia si dirada ecco apparire…”, recita l’inizio del lancio tratto dallo script del film. Sceneggiatura nata da un soggetto originale di Nicola Guaglianone e scritta a quattro mani dallo stesso Guaglianone con Gabriele Mainetti, senza però Menotti co-sceneggiatore del fortunato Jeeg. Nel cast ci saranno la sedicenne Aurora Giovinazzo, il sodale Claudio Santamaria, Pietro Castellitto, figlio dell’attore Sergio, il caratterista Giancarlo Martini e le “partecipazioni” di Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta e dell’attore tedesco Franz Rogowski apparso nell’ultimo Haneke (Happy End) e nei recenti film di Christian Petzold (Transit, In the aisles). Mentre le musiche saranno ancora una volta co-firmate da Michele Braga e dallo stesso Mainetti. “La sinossi recita: “Matilde, Cencio, Fulvio e Mario sono come fratelli quando il dramma della seconda guerra mondiale travolge Roma. Siamo nel ‘43, nel pieno del conflitto, e la città eterna ospita il circo in cui lavorano. Israel, il proprietario e loro padre putativo, scompare nel tentativo di aprire una via di fuga per tutti loro oltre oceano. I nostri quattro protagonisti sono allo sbando. Senza qualcuno che li assista ma, soprattutto, senza il circo, hanno smarrito la loro collocazione sociale e si sentono solo dei fenomeni da baraccone, “a piede libero” in una città in guerra”.

Prodotte da Lucky Red, Goon Films, Rai Cinema, e in coproduzione con Gapfinders (Belgio), le riprese di Freaks Out si svolgeranno tra Roma e la Calabria per le prossime 12 settimane. Il film sarà così presumibilmente pronto per l’inverno 2018/19, e visto il successo commerciale davvero incredibile de Lo chiamavano Jeeg Robot (oltre sei milioni di euro in Italia), Freaks Out potrebbe perfino permettersi di non dover percorrere le forche caudine festivaliere di pregio (Berlino? Mah…). Alla fine dei conti, Lo chiamavano Jeeg Robot uscì ben dopo quattro mesi dalla prima alla Festa di Roma 2016 e incassò quanto un buon blockbuster statunitense.

“A due anni dal successo di ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’, abbiamo lavorato insieme a Gabriele Mainetti, che è anche produttore, e a Rai Cinema per gettare le basi di un film ambizioso e originale”, ha dichiarato Andrea Occhipinti di Lucky Red. “Si dice che il secondo film sia il più difficile da realizzare, soprattutto quando il primo ha generato un riscontro positivo. Non sarà facile soddisfare le aspettative ora che l’asticella si è alzata ulteriormente. Come nella precedente esperienza faremo del nostro meglio per fare di più di quello che potremmo permetterci. Alla fine l’approccio produttivo sarà com’è stato con Jeeg… solo su una scala più grande”, dichiara la Goon Films. Se, infine, non vivessimo perennemente con immagini e atmosfere dei film visti in passato riflesse nella nostra memoria, in un gioco scherzoso di aspettative Freaks Out lo immaginiamo vagamente ispirato al quasi omonimo capolavoro di Tod Browning, ma soprattutto a I bastardi senza gloria di Quentin Tarantino. Ma ritiriamo subito la mano dopo aver gettato il sasso. Gabriele Mainetti potrebbe arrabbiarsi proprio mentre inizia le riprese.