L’ex presidente brasiliano Lula da Silva è pronto a consegnarsi alla polizia. Lo ha annunciato durante il suo discorso al termine della messa ecumenica in suffragio della moglie, trasmesso in diretta streaming su Twitter. “Io non mi nascondo, non ho paura di loro”, ha detto di fronte a una folla di migliaia di persone all’esterno della sede del sindacato metallurgico Abc di Sao Bernardo dos Campos, dove Lula aveva trovato rifugio venerdì per evitare di consegnarsi alle forze dell’ordine. È la prima volta che Lula parla da quando è stato deciso il suo arresto: si è proclamato “innocente” e ha nuovamente criticato la polizia federale e il pubblico ministero sostenendo che “hanno mentito” e che “non li perdono per aver trasmesso alla società l’idea che io sia un ladro”.

L’ex presidente brasiliano ha quindi annunciato che sconterà la condanna a 12 anni di carcere per corruzione. “Rispetterò il mandato di arresto”, ha detto rivolto alla folla di sostenitori arrivata per la messa in suffragio della moglie Marisa Leticia, morta lo scorso anno. Lula, come si è visto nelle immagini trasmesse dalle tv brasiliane, è salito sul palco allestito per la celebrazione, accanto al sacerdote, e affiancato dall’ex presidente Dilma Rousseff. “Lula, guerriero del popolo brasiliano”, lo ha acclamato la folla. Lui, vestito con una semplice t-shirt scura, ha risposto con gesti e saluti, scambiando abbracci e gesti d’intesa con gli altri politici e i sostenitori sul palco.

Il giudice Sergio Moro – che ha emesso nei suoi confronti il mandato di arresto – gli aveva concesso 17 ore per consegnarsi alle autorità, permettendogli così di partecipare alla messa. Nel frattempo il magistrato del Supremo Tribunale Federale brasiliano, Edson Fachin, ha respinto la nuova richiesta per bloccare la carcerazione dell’ex presidente. La richiesta era stata presentata venerdì dai legali di Lula. Lo ha riferito il quotidiano Folha de San Paulo.