Il senatore del M5s Vito Crimi è stato eletto con 19 voti (su 27) presidente della commissione speciale di Palazzo Madama. La commissione del Senato si insedierà martedì, dopo il voto dell’Aula per la sua istituzione. I vicepresidenti della commissione speciale saranno Giacomo Caliendo (Forza Italia) e Erica Rivolta (Lega) eletti rispettivamente con 9 e 12 voti. Segretari, infine, sono stati eletti Simona Malpezzi del Pd e Giovambattista Fazzolari di Fratelli d’Italia. Nei prossimi giorni saranno individuati i rappresentanti dei gruppi per l’ufficio di presidenza allargato per la programmazione dei lavori. “La centralità del Parlamento mai come adesso può essere portata avanti”, dichiara Crimi, in una “situazione particolare in cui di fatto non c’è un governo e non c’è una maggioranza”. Crimi ha aggiunto che cercherà di “portare avanti il massimo rispetto delle posizioni di tutti nella collegialità delle decisioni”. A Crimi sono andati anche parecchi voti del centrodestra, come conferma il berlusconiano Lucio Malan: “Forza Italia ha votato per Crimi presidente secondo gli accordi presi e loro hanno votato come vicepresidente il nostro Giacomo Caliendo. Noi siamo istituzionali, rispettiamo gli accordi e vogliamo che il Parlamento funzioni”. Circostanza che fa correre subito Crimi a precisare che “non c’è un accordo ‘quadro’ tra Movimento 5 stelle e centrodestra”.

Ma questo risultato provoca la protesta di un pezzo del Pd che ripete quello che già era stato detto dopo l’elezione dei presidenti, dei vice e degli altri componenti degli uffici di presidenza di Camera e Senato. “M5s e centrodestra – dice il capogruppo democratico al Senato Andrea Marcucci – si spartiscono incarichi vertice anche per la commissione speciale. Anche in questo caso impediscono al Pd di acquisire vicepresidenza, come è sempre avvenuto in passato. Sta nascendo nuova maggioranza politica con concezione proprietaria delle istituzioni”. Uno “schiaffo alla democrazia” ribadisce il senatore Ernesto Magorno. Un “metodo acchiappatutto” lo definisce Gianni Pittella, che sarà il capogruppo del Pd nella commissione speciale.

video di Manolo Lanaro

Per la Camera in prima fila Boccia (Pd) o un leghista
L’elezione di Crimi è avvenuta dopo che è stato depennato il nome della Lezzi, fino a oggi in prima fila anche perché per prassi si cerca di dare continuità con la legislatura precedente e la senatrice M5s era già vicepresidente della commissione Bilancio del Senato fino al febbraio scorso. In rispetto alla prassi, alla presidenza alla Camera dovrebbe andare Francesco Boccia, guida uscente della commissione Bilancio di Montecitorio. Ma nei giorni scorsi già era circolata l’ipotesi che la Lega potesse rivendicare per sé il posto. “Non sarà una sorpresa” se non verrà data al Pd, commenta Ettore Rosato. “Sono molto stupito – aggiunge il dirigente del Pd – dalla voracità con cui i 5 Stelle si approcciano alla politica, sono voraci di poltrone”.

A cosa servono le commissioni speciali
Al Senato i componenti della commissione speciale sono 27, alla Camera 40, comunque in proporzione con la consistenza dei gruppi parlamentari. Le commissioni operano in assenza delle commissioni permanenti di merito, che potranno essere composte in Parlamento solo dopo la fiducia al nuovo governo, in maniera da rappresentarvi gli equilibri delle forze parlamentari. Di solito dura poche settimane, ma se la gestazione del governo si prolungasse, potrebbe restare in carica per mesi.

Di cosa si occuperanno le commissioni
Le commissioni speciali di Camera e Senato dovranno esprimersi su 19 atti pendenti del governo: 16 sono eredità della precedente legislatura e tre sono intervenuti dopo. Tra queste, in particolare, l’esame del Def, il Documento di economia e finanza. Tra i temi caldi che dovranno ricevere l’ok delle commissioni speciali c’è anche il decreto legislativo varato dal governo Gentiloni con la riforma delle carceri, su cui si annunciano scintille. Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno definito “una follia” il decreto, promettendo di cancellarlo, mentre Forza Italia è favorevole, e già nel parere alla bozza del decreto in Commissione gli azzurri avevano votato a favore.