Tanti anni fa, quando – per dire – nella Roma avviata allo scudetto giuocava Hidetoshi Nagata, ebbi per un paio di settimana un multispazio – o MPV, Multi Purpose Vehicle, come dicono gli angolofoni, o di vecchia generazione. Un giro in Toscana, per provare una moto, e un week-end a Trieste, per correre la mezza maratona, misero a dura prova la mia schiena. Molta acqua è passata sotto i ponti e, giurano i costruttori, i furgoncini nella versione passeggeri sono ormai delle vere e proprie auto, confortevoli e accoglienti.

Promette di esserlo, con parecchia enfasi, pure il nuovo Combo Life della Opel, in vendita dall’estate e in consegna subito dopo. La marca tedesca la definisce addirittura una familiare (nella comunicazione ufficiale scrivono in realtà “famigliare”, con la “g”, ma a noi vecchi quella “g” in più non va tanto giù), per far capire che la parentela con i furgoncini duri e puri è un lontano ricordo.

Costruita nello stabilimento Psa di Vigo nella Spagna del Nord Ovest (dove andò in ritiro la Nazionale di Enzo Bearzot destinata al trionfo iridato), la nuova Combo Life sarà disponibile in due lunghezze (4,40 e 4,75 metri) e per entrambe si potrà scegliere tra i 5 e i 7 posti. Abbattendo tutti i sedili (guidatore a parte, ovviamente) la capacità di carico della 7 posti arriva a 2.693 litri (2.126 per la versione meno lunga). I vani portaoggetti sono addirittura 28, e tra essi spiccano per fantasia lo stipetto piazzato sopra la cappelliera e le tasche che affiancano le luci a led sul soffitto della vettura.

Ci sta davvero tanta roba sulla tedescotta made in France, persino una tavola da surf lunga 3 metri abbondanti. Ma non è soltanto una maxi-stiva a quattro ruote, naturalmente. Ci sono ben 19 sistemi per l’assistenza alla guida – qualcuno di serie fin dalla versione base, altri no – e se si vive al freddo si può godere del volante e dei sedili riscaldati e dell’utilissima opportunità di far scattare – con il timer o il telecomando – il riscaldamento dell’abitacolo in anticipo rispetto all’utilizzo. Così ci si mette in marcia di buon umore fin da subito, senza guanti, senza maledire l’inverno e senza le lamentele dei figli già scocciati di andare a scuola sottozero.

Due i motori: un 1.500 turbodiesel da 75, 100 o 130 cavalli (quest’ultimo impreziosibile con il cambio automatico a 8 rapporti) e un 1.200 turbobenzina da 110 e 130 cavalli (il secondo a partire dal 2019).

Nella presentazione statica alla stampa italiana, tenuta nella metropolitan-bucolica Cascina Cuccagna a Milano, il neo capo del marketing Opel Andrea Leandri non ha rivelato nulla sui prezzi. Per farci una vaga idea possiamo ricordare che la quarta generazione del veicolo costa dai 18 ai 24 mila euro.

Secondo Leandri – straordinaria la somiglianza della sua ricciuta capigliatura con quella di Roscoe Tanner, che mitragliava con un servizio potentissimo i rivali e fu uno dei primi tennisti di fama mondiale con la permanente) ha elencato sette ragioni per comprare la new Opel Combo. Noi preferiamo aspettarla in strada. Segnalando, a chi possiede una barca o ama trainare qualcosa, che la vettura pesa meno di 1500 kg epperò ne può rimorchiare altrettanti.