Non ho paura di morire. Non accetterò di vivere con la mascherina perché non potrò più respirare a causa della mia malattia, ma non sono neanche un folle perché amo Gesù Cristo e non mi toglierei la vita. Però mi chiedo il motivo per cui sto andando avanti”. Lorenzo Crespi torna in tv, ospite nel salotto di Domenica Live su Canale 5, dopo aver messo in pubblica piazza i suoi disagi. L’attore da tempo non riesce a vivere serenamente a causa di una malattia ai polmoni e Barbara D’Urso gli apre spesso le porte della sua casa televisiva. “Stiamo cercando di aiutare Lorenzo da tanto tempo. E’ un percorso che stiamo facendo insieme”, ha detto la conduttrice ospitandolo.

Crespi ha quindi chiarito la sua condizione, rigettando l’accusa di essere un uomo povero. “Io non sono povero. Anche se venissi una volta ogni due mesi potrei pagarmi tre anni di affitto. Io vengo qui, prendo un mio gettone perché faccio l’opinionista. E’ un piccolo gettone ma è capace di gestire lo stipendio di un impiegato”, si è lamentato l’attore siciliano. “Mi hanno tolto luce e gas perché le bollette non erano intestate a me, ma a una società di produzione collegata alla Rai che mi vuole morto e che aveva promesso di pagarle per me. Invece a dicembre mi hanno chiamato per dirmi che c’era uno sfratto esecutivo nei miei confronti, mentre venerdì scorso alle 10 di sera hanno staccato tutto e ho trovato i sigilli al contatore. Sono stato otto notti sul divano al gelo a piangere di rabbia senza sapere cosa fare. Sarà stato l’addestramento militare che ho fatto da giovane a farmi resistere, ma così ho buttato quattro anni di cure”.

L’attore visibilmente disperato ha parlato anche della sua situazione professionale, ferma da anni, lanciando pesanti accuse e rivelando un aspetto finora sconosciuto ai più: “C’è un complotto contro di me. Nel 2007, mentre stavo lavorando alla fiction Gente di Mare in Calabria, ho trovato una busta con due proiettili calibro 9 indirizzati a me. Ho iniziato a vivere con il terrore, ma vi hanno nascosto tutto perché nessun giornale ne ha parlato. Andavo sul set camuffato con i carabinieri e prima di ogni mia ripresa passava l’elicottero a dieci metri di altezza per controllare. La ‘ndrangheta voleva colpire me. Allora me ne sono andato ed è stata la mia fine, perché hanno detto che ho abbandonato Gente di mare e non ho più lavorato”.