Il sindaco di Pomezia Fabio Fucci, quello che nelle intercettazioni di Mafia Capitale veniva definito da Salvatore Buzzil’incorruttibile“, si ricandiderà ma non più sotto il simbolo del Movimento Cinque Stelle. Il primo cittadino infatti si ripresenterà alle elezioni di primavera con una lista civica, Essere Pomezia. E’ una decisione arrivata dopo un lungo braccio di ferro tra Fucci e i vertici dei Cinquestelle per via della regola dei due mandati che Fucci sta esaurendo (prima della vittoria era già stato eletto in una precedente consiliatura all’opposizione). Una regola “miope che non tiene conto del merito e delle persone” dice Fucci che però su questo punto si era già scontrato mesi fa con tutti i dirigenti del M5s, a partire dal capo politico Luigi Di Maio. “Alla politica di professione – continua Fucci – quella che mi assicurava un incarico molto ben pagato come capo di gabinetto della Raggi, ho preferito la politica del territorio, quella che si prende cura dei cittadini e fa crescere la città”.

Fucci spiega di aver scelto di ricandidarsi “perché per cinque anni ho lavorato per salvare la nostra città dal fallimento, per renderla più bella e più pulita, per garantire servizi a tutti, in particolare alle fasce più deboli della popolazione” e quindi “la città non può ricominciare tutto da capo con persone senza esperienza da sindaco”. Con Fucci andranno altri del M5s, a partire dalla gran parte della giunta, mentre per il consiglio comunale “molti uscenti non si ricandideranno, altri invece rimarranno fedeli alle regole del M5s e sosterranno il candidato del Movimento Adriano Zuccala, presidente del Consiglio comunale, la cui corsa era stata annunciata a ottobre-novembre. Sono deluso dal M5s: mi aspettavo una crescita, oggi aspira al governo del Paese: dimostrare di essere ancora chiusi in regole settarie e dogmatiche rischia di farti perdere grandi occasioni”.

Come detto lo “strappo” di Fucci era nell’aria. All’Ansa il sindaco aggiunge che alle Regionali non ha votato per Roberta Lombardi, la candidata presidente dei Cinquestelle, perché “non godeva della mia stima”. Ma non dice neanche chi ha votato alle Politiche. “Io formalmente non sono mai stato espulso o cacciato dal M5s – riflette Fucci – e attualmente sono ancora sostenuto in consiglio comunale da una maggioranza M5s. Negli ultimi mesi non si sono fatti sentire”. Fucci ricorda di aver sentito prima di Natale il parlamentare Alfonso Bonafede (uno dei delegati agli enti locali e tra gli indicati da Di Maio come possibile ministro) chiedendo il sostegno del Movimento per un terzo mandato, ma ho trovato una “chiusura totale“. “Io – conclude – porterò avanti il mio programma fino all’ultimo giorno. Se la consiliatura fosse fatta cadere prima, penso che sarebbe una scelta scellerata per i cittadini. Ci sono cantieri ancora aperti e serve una guida politica forte e affidabile”.