Roberto Zanda, runner sardo di 60 anni, era rimasto isolato per 18 ore, con la neve fino al petto, a cinquanta gradi sottozero, durante la maratona canadese Yukon Artic Ultra. Ora, dopo giorni di ricovero all’ospedale Parini di Aosta, i medici, che hanno tentato il tutto per tutto per salvare gli arti del runner, hanno deciso di amputare i piedi e la mano destra. “Sarà un intervento lungo e delicato, ma Roberto è tranquillo”, ha riferito la compagna di Zanda, Giovanna Caria. “Mi sono attaccato agli affetti e alla fede. Ho fatto un patto con Dio”, aveva raccontato Zanda. “Amputatemi pure mani e piedi ma lasciami la vita, è stata la richiesta al divino creatore. Tanto, ha spiegato l’atleta con le ultime energie rimaste, “non saranno quattro protesi il problema. Chi se ne frega. Ci sono atleti che continuano con quelle”.

 

 

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