Ci sono sette lezioni da imparare per gli sconfitti di queste elezioni.

1) La ruota gira. Matteo Renzi, con la complicità degli ex comunisti Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema, ha distrutto la sinistra italiana. Vengono al pettine i nodi che gonfiavano i risultati del Pd nel passato. Pur di provare l’ebrezza di vincere, nel 2014, il popolo di sinistra ha fatto il patto con il diavolo. Milioni di piddini e molti ex comunisti hanno scelto di puntare su un cavallo dell’altra scuderia pur di vincere. Meglio un democristiano di provincia che culturalmente viene dal mondo berlusconiano delle partite Iva purché sappia parlare in tv come Berlusconi. Però non era solo una questione di linguaggio ma di storia e contenuti. Gli ex comunisti hanno consegnato il partito al figlio del segretario Dc del paese di Rignano sull’Arno, al nipote di un amico di Marcello dell’Utri, che lo fece partecipare alla Ruota della Fortuna con Mike Bongiorno. Poi il giovane Renzi ha fatto il suo gioco: ha agguantato il 40,8 per cento con la mossa berlusconiana degli 80 euro e ha proseguito il lavoro del Cavaliere con le riforme costituzionali, il Jobs Act e il bavaglio alle intercettazioni. La ruota della fortuna gira e chiede il conto: dopo aver perso l’anima ora il popolo di sinistra perde le elezioni. Renzi invece da rottamatore diventa senatore.

2) Al centro si muore. La strategia del Pd è stata quella di convergere al centro. Le elezioni in Usa, Gran Bretagna e in mezzo mondo occidentale non hanno insegnato nulla. Se non c’è il doppio turno al centro non si vince ma si va incontro a sonore sconfitte. Lo dimostra anche la performance di ‘Liberi e Uguali’, ma pochi, bisognerebbe aggiungere. D’Alema, Bersani, Speranza e compagni, invece di puntare su un vero Corbyn hanno scelto di nascondersi dietro al volto rassicurante di un magistrato che non dispiaceva a Berlusconi. Poi hanno fatto ripetere a Piero Grasso gli slogan di Corbyn. Grasso è stato persino costretto a definirsi ‘un ragazzo di sinistra’. Non gli ha creduto nessuno. Non per ragioni anagrafiche.