Si aggiunge Luigi Incarnato nella lista degli indagati candidati dal Pd alle elezioni politiche. Come commissario straordinario della Sorical (la società in house che gestisce il servizio idrico in Calabria), il nome di Incarnato è finito nel decreto di sequestro preventivo degli impianti idrici di Lamezia Terme emesso dal gip Emma Sonni su richiesta del procuratore Salvatore Curcio. Candidato nel collegio uninominale di Castrovillari, l’esponente del Pd è indagato per interruzione di pubblico servizio in concorso con i vertici di Multiservizi Lamezia e della Sorical che è in liquidazione. Il sequestro è stato eseguito dalla guardia di finanza che sta indagando sul perché a Lamezia Terme da giorni l’acqua manca dalle 20 alle 5 del mattino.

Miracolosamente, poche ore dopo il sequestro, l’acqua è tornata.  Secondo la Procura, l’interruzione del servizio idrico ha inciso sui fabbisogni primari di circa 40mila abitanti ed è avvenuto “in modo indiscriminato anche nelle infrastrutture essenziali alla comunità”. A causa di questa decisione della Sorical, a Lamezia Terme mancava l’acqua non solo nelle case ma anche negli idranti dei vigili del fuoco che non sapevano più nemmeno dove rifornire le autobotti in caso di emergenza.

Oltre a Incarnato, sono indagati i commissari del settore tecnico della Multiservizi Lamezia Paolo Villella e Mario Perri, l’altro commissario liquidatore della Sorical Baldassarre Quartararo e i funzionari responsabili del settore tecnico Sergio De Marco, Massimo Macrì e Luciano Belmonte. Tutti, secondo la guardia di finanza che ha condotto le indagini, hanno determinato la riduzione della fornitura idrica da parte del grossista Sorical (società attualmente in liquidazione) di circa il 25% causando un danno al 70% degli cittadini lametini. E lo avrebbero fatto sapendo che, con un’eventuale riduzione della portata idrica, a causa delle caratteristiche ingegneristiche e del cattivo stato della rete, l’acquedotto di Lamezia si sarebbe impallato non funzionando più e, di conseguenza, non avrebbe garantito la fornitura dell’acqua ai cittadini. La riduzione della fornitura idrica decisa dal candidato Luigi Incarnato e dagli altri indagati, secondo i pm infatti, sarebbe avvenuta “in spregio delle conseguenze sulla cittadinanza e sui pubblici servizi essenziali”.