Appello agli indecisi, accuse ai “fantaministri” del M5s e a quelli che incitano all’odio, rivendicazioni di quanto fatto dai governi a matrice Pd. Poi l’inno nazionale, cantato – su richiesta del segretario – da tutti i sostenitori presenti all’Obihall. “Perché l’Italia non è di quell’assassino fascista che si è messo il tricolore sulle spalle dopo aver sparato, a Macerata, alla sede del Pd e a degli immigrati“. L’istantanea arrivata da Firenze per la chiusura della campagna elettorale di Matteo Renzi non è una piazza, ma un teatro. Una sceneggiatura ben scritta, in grado di ripercorrere alla perfezione tutto l’avvicinamento al voto dell’ex Rottamatore. Che è riassumibile in una frase: “Il derby del 4 marzo è tra quelli che incitano all’odio e quelli che provano a risolvere i problemi. Noi abbiamo fatto ripartire l’Italia, no alla politica della paura”. L’Obihall applaude. Doveva essere piazzale Michelangelo, da una terrazza che domina tutta Firenze. È stato invece il teatro tanto caro al segretario: troppo alto il rischio maltempo. Renzi parla dal centro del teatro, da un palco quasi ad altezza della platea, con accanto la bandiera italiana, dell’Unione europea e del partito. Più che un comizio, un concerto. Alle sue spalle, il palco è occupato da un maxi schermo su cui prima del suo ingresso è stata proiettata l’ultima intervista a Porta a porta. I sostenitori mangiano piatti tipici fiorentini: ribollita e panino al lampredotto, insieme a bicchieri di vin brulè. Bandierine del Pd in aria, oltre mille i presenti. Tra questi non manca lo stato maggiore del renzismo made in Firenze: il sindaco Dario Nardella, i principali candidati toscani del Pd, il ministro per lo Sport Luca Lotti, la vicepresidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi, il segretario del Pd Toscano Dario Parrini, l’europarlamentare Nicola Danti, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani.

“Prima di fare un governo con M5s stiamo all’opposizione” dice Renzi, che poi attacca i “fantaministri” scelti dai grillini. “Hanno preso presidi sceriffi ignari del fatto che era un consulente del ministro Giannini, che rispondeva agli scioperanti” e “potremmo anche rallegrarci perché prima gli 80 euro non li voleva nessuno… Mi aspettavo proponessero Nardella a qualche ministero. Secondo me lo hanno fatto e lui è uno di quelli che gli ha detto di no, ce ne sono molti…” scherza Renzi. Che aggiunge: “Sono qui soltanto per dirvi grazie perché in questa campagna elettorale hanno fatto di tutto per farci vergognare del Pd”, e lo hanno fatto “anche in modo barbaro e violento“, ma “noi siamo orgogliosi di essere il Pd e di quello che abbiamo fatto: abbiamo fatto ripartire l’Italia“. Poi l’appello: “Se volete votare antipolitica, rabbia e paura non votate noi. Noi non abbiamo da offrirvi altro che la nostra solidità, solidarietà, concretezza. Offriamo questo, non entriamo nel mercato delle vacche di una campagna elettorale lunare“. A seguire l’attacco agli avversari: “C’è una coalizione della nostalgia, che tiene insieme Forza Italia e i compagni della sinistra radicale” e “i compagni della sinistra radicale rischiano di consegnare il Paese a una delle peggiori destre di sempre”. Riferendosi alla trovata di Salvini, poi, il segretario dem parla di religione: “Nessuno di noi userà mai strumentalmente il Vangelo, il rosario, per strumentalizzare il voto cattolico. Il vangelo andrebbe letto prima almeno – dice Renzi – e dentro il Vangelo c’è scritto di dare da mangiare agli affamati, di dare da bere agli assetati; noi in questi anni lo abbiamo fatto, abbiamo salvato le vite di migliaia di persone”.

DAI SOCIAL ALLA TV: L’ULTIMA GIORNATA DI CAMPAGNA ELETTORALE DI RENZI
Prima Omnibus e i telegiornali, poi Facebook e Porta a Porta, alla fine Firenze. Nell’ultimo giorno utile per cercare di convincere gli elettori, Matteo Renzi ha recitato ancora una volta il ritornello del suo avvicinamento alle urne: attacchi agli avversari, appello al voto utile e agli indecisi, valorizzazione di quanto fatto dal governo a matrice dem. Perché domenica “si gioca il futuro” e la proposta del Pd è “la più seria, più solida e più credibile”. Per questo ha chiesto ai suoi elettori “un ultimo sforzo. Siamo davvero a un passo e i dati già ci danno primo gruppo parlamentare al Senato, ma vogliamo esserlo alla Camera”. Per convincere gli indecisi Renzi ha puntato più al loro timore di ritrovarsi lunedì in mano “ai Mago Merlino”, cioè a Di Maio, al “partito dello Spread”, cioè Silvio Berlusconi, o ai “professionisti della paura” e quindi a Salvini. “Non credo a chi promette i miracoli, possiamo continuare a portare l’Italia in avanti, senza fermarci come vorrebbero i profeti della flat tax” ha detto, mettendo in guardia dal “rischio estremismi“, dai “i profeti del no”. Non sono mancate indicazioni più precise: “Puntate sul voto al simbolo del Pd più che al candidato: la differenza la faremo sul proporzionale”. E ancora: “Il Pd come unica forza che garantisce la sicurezza e la crescita. C’è ancora il 20% di votanti indecisi, tutto si decide in queste ore che valgono i prossimi cinque anni. Sarà importante capire se il primo gruppo parlamentare saremo noi o i 5 Stelle – ha aggiunto – Io preferisco andare all’opposizione che allearmi con gli estremisti“.

“AVVERSARIO DA BATTERE È L’ESTREMISMO”
Al Tg3, poi, il segretario del Pd ha ragionato anche sull’ipotesi di un eventuale pareggio: “Deciderà il presidente della Repubblica cosa fare”, ma “il modo migliore per evitare lo stallo, la palude e la paralisi è che il Pd sia il primo partito”. L’avversario da battere? “L’estremismo”. Un messaggio, quello del segretario dem, riassunto in un post sulla sua pagina Facebook: “Vedete la differenza tra i nostri governi e il passato? Le chiacchiere stanno a zero – ha scritto – Grazie a chi ha voluto il JobsAct e ha risolte le crisi da Embraco a Ideal Standard, da Piombino a Meridiana. Gli sciacalli del voto come Di Battista e Salvini – ha attaccato – si fanno i selfie fuori dalle fabbriche per stimolare la rabbia della gente. Noi, che lottiamo contro l’estremismo, risolviamo le crisi. L’Italia oggi è più forte di quattro anni fa. Non fermiamoci adesso”. Chi sarà il candidato premier del Pd? Su questo tema l’ex Rottamatore ha mischiato le carte in studio da Bruno Vespa: “Se sarà Gentiloni, o un altro nome del Pd, Franceschini, Minniti o Del Rio, ad andare al governo, sono certo che gli italiani riconoscano loro autorevolezza e professionalità. Il nome di Renzi c’è, ma non ne faccio una questione personale…”. Di certo, ha aggiunto, cambierà strategia rispetto all’avvicinamento al referendum costituzionale: “Non commetterò l’errore di personalizzare come ho fatto la volta scorsa, ma sono orgoglioso di essere l’allenatore della squadra del Pd, che se la gioca con tutti. Sono convinto che saremo primo gruppo parlamentare“.

L’APPELLO AGLI ELETTORI DEL SUD: “VOTATE M5S E POI VI TROVATE I PADANI”
A Porta a porta Renzi si è rivolto direttamente alla gente del Sud: “Votate M5s e poi vi trovate i padani” ha detto, osservando che a suo giudizio “Di Maio punta a un accordo con la Lega”. “Un voto ai M5s – ha sottolineato – rischia di portare a un governo sovranista, contro l’Europa”. Non è mancato un passaggio su Silvio Berlusconi: “Molla Salvini e Meloni? Sembra ‘Beautiful‘ – ha detto -Berlusconi è l’unico in Europa a presentarsi a una campagna elettorale da popolare e populista assieme”. Altro tema che è stato al centro della campagna elettorale di Renzi è quello della lotta alle fake news (vere o presunte): “Su questa vicenda la prossima legislatura dovrà fare chiarezza – ha spiegato – ma non sulla Russia o altri Paesi o per i fiumi di odio e le notizie false diffuse dai social network. Le fake news sono rilanciate da siti professionisti, anche se io credo siano italiani – ha aggiunto – Sulla fake news la prossima legislatura dovrà fare chiarezza, penso ci voglia una commissione d’inchiesta sulle fake news. Lo dico con un sorriso ma verrà fuori tutto quello che è stato in questo 2017“.