Per il Movimento 5 Stelle non esiste nessun caso circa la candidatura di Patty L’Abbate al Senato nel collegio Puglia 4. Nel fine settimana, la Repubblica e la Gazzetta del Mezzogiorno avevano pubblicato la notizia delle precedenti esperienze politiche di Patty L’Abbate, che nel 2012 si è presentata con il simbolo ‘Io Sud-Pli’ alle elezioni comunali di Castellana Grotte (Bari) e che per questo motivo, a leggere il regolamento dei grillini, era da considerarsi impresentabile.

Oggi, però, i vertici del Movimento hanno chiuso la vicenda con una nota ufficiale in cui rimarcano che l’attuale candidatura dell’attivista pugliese “è conforme al Regolamento del MoVimento 5 Stelle”.

Il motivo? “La sua precedente candidatura è stata debitamente comunicata al MoVimento e riguarda una lista civica, in particolare la lista”Insieme per Castellana“, che apparteneva ad una coalizione civica. Quella lista, in particolare, non era in concorrenza con il MoVimento 5 stelle”. Intervistata oggi dalla Gazzetta del Mezzogiorno, inoltre, L’Abbate – dopo aver negato d’essere stata candidata in un confronto televisivo su una rete locale – ha ammesso la candidatura del 2012, specificando, però, che in quella tornata elettorale “non c’era il Movimento”.

Come andò? “Presi pochissimi voti” ha aggiunto la grillina. Sei anni fa, infatti, il suo nome racimolò solo 41 preferenze sui 179 totalizzati dalla sua lista. Sempre alla Gazzetta del Mezzogiorno, poi, L’Abbate ha anche ricordato un’altra candidatura, precedente al 2012, alle elezioni provinciali. Anche in quel caso in assenza del Movimento 5 Stelle. “Tutte queste esperienze – ha sottolineato Patty L’Abbate – sono nel mio curriculum“.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Elezioni 2018: destra e sinistra, presunti competitor, uniti nel processare i 5stelle

next
Articolo Successivo

Renzi: “Pd perde? Resto segretario”. Utenti su Twitter: “Il passo indietro glielo faranno fare i suoi compagni”

next