“Non scopate abbastanza”, “Cesse”, “Per voi solo la camera a gas”. Questi i commenti che le donne della pagina Facebook di Non Una Di Meno Milano, canale divulgativo della rete femminista, stanno ricevendo in maniera costante e massiccia da cinque giorni. Non si tratta di qualche commento isolato, ma di un vero e proprio attacco che ha portato la pagina Facebook, nel giro di poche ore, a ricevere più di 2mila commenti classificabili come insulti spesso verbalmente molto violenti. “Si tratta di una operazione studiata da gruppi fascisti organizzati online”, sostiene Tiziana Friggione, una delle ragazze di NUDM Milano che si occupa di social media e contenuti web.

Oggetto dello shitstorm (letteralmente, “valanga di letame”) due post pubblicati sulla pagina Facebook. Nel primo, una settimana fa la rete femminista aveva divulgato un testo di Lea Melandri in cui la scrittrice evidenzia come gli uomini, per il loro ruolo di potere nella storia, sono stati responsabili numerose violenze. “Sono bastate poche ore – raccontano le donne di NUDM Milano – e i gruppi MRA (Mens’s Rights Activist) hanno prodotto più di 500 commenti sessisti a sostegno della tesi che fossero gli uomini ad essere discriminati, non le donne”. Ancora più dura la cyberviolenza nei confronti del secondo post, quello in cui la rete femminista ha espresso solidarietà a Giulia, una ragazza che durante la manifestazione antifascista milanese dello scorso sabato, ha esposto il cartello: “Migranti, non lasciateci soli con i fascisti”. Un cartello che, negli scorsi giorni, a Giulia era costato una valanga di insulti sul più noto social network. Per questo motivo, NUDM Milano aveva scelto di pubblicare un post contro il bullismo online, schierandosi dalla parte di Giulia, post che nel giro di due ore ha ricevuto più di 2mila commenti, “in gran parte dei casi trasformati in insulti volgari e minacce sessiste”, continuano le attiviste.

È passato poco più di un anno da quando la pagina Facebook di NUDM Milano è stata aperta, e quello che le donne del movimento stanno fronteggiando è l’attacco online, a loro dire, più violento e organizzato. “In Europa, una donna su dieci (dai 15 anni in su) è stata vittima di cyberviolenza”, precisa NUDM, inserendo il loro attacco in una dinamica di più ampio respiro. Quel che lascia straniti, secondo le donne della rete, è il fatto che gli uomini non nascondano la loro identità nonostante i loro commenti siano apertamente fascisti e sessisti. “Alcuni sono profili falsi, ma la maggior parte sono veri, magari di uomini che postano sulle loro bacheche foto di Casa Pound o Forza Nuova – continua Tiziana Friggione – Sono organizzati come squadristi su gruppi Facebook segreti dove decidono come e chi andare a bullizzare virtualmente”.

Mentre il primo post di NUDM è stato rimosso dalla pagina, nel secondo le donne hanno scelto di non cancellare la valanga di commenti violenti. “Dobbiamo renderci conto di cosa può accadere a una persona, solo per il fatto di avere espresso la propria opinione”, chiude la social media manager del movimento. Commenti violenti a cui il 17 febbraio, essendo la giornata internazionale del gatto, le donne hanno scelto di rispondere postando foto di gattini e risposte ironiche. “Gli haters non sembra che si stiano stancando di insultarci. Ma noi siamo certe di resistere. Certe di vederci tutte in piazza il prossimo 8 marzo”.

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