Cariche della polizia, idranti e lacrimogeni: si è conclusa così, a Bologna, una giornata ad alta tensione per il comizio di Forza Nuova in piazza Galvani, in centro città. Quando in serata un migliaio di manifestanti antifascisti ha tentato di raggiungere il luogo del comizio, blindato, dove era atteso il segretario nazionale Roberto Fiore, sono partite le cariche delle forze dell’ordine ed è scoppiata la guerriglia urbana. Negli scontri sono rimaste ferite sette persone, sei manifestanti e un agente. Intanto dall’altro lato della “barricata”, tra i militanti di estrema destra, poco più di una ventina, non sono mancati i saluti fascisti al coro di “Boia Chi Molla”.

Dopo le cariche della polizia i manifestanti hanno intonato “Bella Ciao” e un gruppo di studenti ha improvvisato un sit-in non violento, posando davanti al cordone degli agenti una copia della Costituzione. “L’articolo 17 dice che le manifestazioni pubbliche sono aperte a tutti e invece noi non siamo potuti entrare”, ha detto Insaf Dimassi, volto del Movimento Italiani Senza Cittadinanza, “Se hanno il coraggio di pestare la nostra Costituzione vuol dire che abbiamo fallito”.

In mattinata, un blitz dei collettivi in Consiglio comunale aveva preannunciato un venerdì caldo. Dopo aver interrotto la seduta sventolando uno striscione che recitava “siete complici dei fascisti”, un centinaio di attivisti tra le varie sigle bolognesi, tra cui tra cui Hobo, Vag51, Làbas e Cua, si erano spostati in Piazza Galvani per “occupare” la piazza destinata a Forza Nuova ma erano stati allontanati dalla polizie con una lunga carica.

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