C’è “un distacco evidente tra le attese degli italiani e i programmi politici”, con “tanti cittadini ancora in dubbio se recarsi alle urne (27%)” e che “non si sentono rappresentati da nessun partito politico (20%)”. A rivelarlo è il sondaggio “Il Manifesto degli Italiani. Le priorità di intervento richieste alla politica” curato da Nomisma, secondo cui le risposte fornite dai cittadini mostrano “un segnale di quanto poco oggi la classe politica riesca a farsi autenticamente interprete delle loro esigenze“.

Per misurare le priorità della popolazione, Nomisma ha suddiviso gli ambiti di valutazione in 9 categorie (Economia e Lavoro, Tasse e Fiscalità, Sanità, Servizi per i cittadini, Ambiente e Inquinamento, Sicurezza e giustizia, Istruzione e cultura, Giovani, Fasce deboli della popolazione & Welfare) e ha chiesto loro di esprimere l’interesse su oltre 80 interventi.  Ciò che emerge “è la centrale attenzione ai temi dell’economia e del mercato del lavoro, con particolare riferimento a disoccupazione e precariato. Le richieste che gli italiani fanno alla politica, sia nazionale che locale, sono infatti fortemente polarizzate su queste tematiche, che da sole costituiscono il 24% delle priorità di intervento indicate come assolute e richieste a gran voce al Governo (85%)”.

Temi da non sottovalutare al pari dei “giovani, poco o per nulla citati nei talk show o nelle interviste sui quotidiani” e che, invece, “rappresentano in realtà un ambito di primario interesse per la maggior parte degli italiani”. In particolare per quanto riguarda le azioni di contrasto a disoccupazione e precariato (28%) ma anche i temi di impatto sociale, come le azioni di contrasto a bullismo e cyberbullismo tra i giovani, che destano un crescente interesse nella popolazione (12,3%).

Quanto alla sanità, viene osservato nel lavoro di Nomisma “emerge tangibile la richiesta di un sistema sanitario più efficiente: con tempi di attesa per la prenotazione di esami medici più brevi (29%), rafforzato da un aumento delle risorse ad esso destinate (24%), con strutture ospedaliere innovative e all’avanguardia (13%), senza ticket per fasce di popolazione più ampie rispetto ad oggi (10%).

Dall’analisi dei risultati, inoltre, a giudizio dell’istituto di ricerca bolognese “emerge un quadro di consapevolezza e maturità di gran lunga superiore alla mediocrità del dibattito politico che sta caratterizzando la campagna elettorale. Dibattito politico che confonde, non convince e fa perdere fiducia nella capacità della politica di rispondere ai bisogni dei cittadini: lo confermano gli italiani – conclude Nomisma – che, a poco più di due settimane dalle elezioni, sono ancora in dubbio se recarsi alle urne (27%) e non si sentono rappresentati da nessun partito politico (20%)”.

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