“Oggi ho chiesto ai leader di tutte le forze politiche di firmare questo atto di impegno e di consentire a tutte le forze politiche di impegnarsi per votare il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari e la rendicontazione dei rimborsi“. Rilancia così il candidato premier dei Cinque Stelle Luigi Di Maio dopo i giorni più difficili per il Movimento alle prese con le mancate restituzioni al Fondo per il microcredito.

“Io l’ho già firmato. È un atto di impegno a far votare in Parlamento a tutto il gruppo parlamentare che rappresento una legge che dimezza le indennità dei parlamentari e introduce una rendicontazione puntuale dei rimborsi spese”, ha detto a margine di un comizio elettorale a Bellaria, nel Riminese. Il testo della proposta dai 5 Stelle prevede che il “capo politico/segretario/presidente/candidato premier” della forza politica interessata alla proposta si impegni “a far votare in Parlamento a tutto il gruppo parlamentare che rappresento, una legge che dimezza le indennità dei parlamentari e introduce la rendicontazione puntuale dei rimborsi spesa”.

Una carta che i 5 stelle intendono giocare nel caso in cui dalle urne non venisse fuori un vincitore non in grado di governare autonomamente: “Se non ci dovessero essere i numeri la sera delle elezioni noi siamo disponibili a convergenze sui temi. Il primo tema è questo (il dimezzamento degli stipendi, ndr) che lancio oggi – dice Di Maio – E arriveranno anche altri temi perché noi ne presenteremo anche altri”.

Non è, aggiunge, una “merce di scambio, semplicemente una convergenza su un tema che sta molto a cuore ai cittadini e che tutti a parole dicono di voler fare. Ora è il momento di far vedere che si fa sul serio visto che mancano esattamente 17 giorni al voto – aggiunge –  Chiedo a Bonino, Grasso, Salvini, Renzi, Berlusconi, Meloni, Lorenzin, non so se ne dimentico qualcuno, di firmare immediatamente questo atto d’impegno davanti ai cittadini”. Un concetto ribadito poi anche su Twitter, dove ha “taggato” tutti i leader politici in corsa alle prossime elezioni.

“Ci dicano – dice ancora Di Maio – che cosa intendono fare sul dimezzamento degli stipendi. Visto che sono usciti fuori tutti questi moralizzatori nei nostri confronti, ieri il Mef ha certificato che ci sono 23 milioni di euro sul fondo del microcredito di stipendi tagliati ai parlamentari del Movimento”. “Ci aspettiamo dagli altri – ha concluso – un atto di impegno concreto così tutti quanti possono fare quello che facciamo già noi”.

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