Ivan Della Valle: 270mila euro. Girolamo Pisano: 200mila euro. Maurizio Buccarella: 137mila euro. Carlo Martelli: 81mila euro. Elisa Bulgarelli: 43mila euro. Andrea Cecconi: 28mila euro. Silvia Benedetti: 23mila euro. Emanuele Cozzolino: 13mila euro. Luigi Di Maio, in diretta facebook, ha dato l’elenco dei nomi di chi il Movimento ha verificato avrebbe mentito sui rimborsi: “Queste persone si autoescludono per noi dal Movimento”, ha detto. “Abbiamo individuato un margine di errore del 2 per cento tra quanto versato e quanto dichiarato”. Mancano alcune persone, sulle quali si esprimeranno i probiviri. E non si accenna a Giulia Sarti e Barbara Lezzi, che invece sono state messe sotto accusa da le Iene.

Lo staff sta continuando a verificare i dati: finora sono state verificate irregolarità per 795mila euro. Per arrivare al milione e quattrocentomila euro indicato nei giorni scorsi occorre sommare le cifre restituite dagli europarlamentari e dai consiglieri regionali. Più cifre minime, come appunto quelle di Sarti e Lezzi. Nei corridoi, in ogni caso, l’amarezza è tanta. Il morale è quello di Beppe Grillo che ieri ha registrato un video, dove dice di “esserci rimasto male”, ma soprattutto dove regala simbolicamente ai traditori il libro “Come smettere di fare schifo“.

Intanto dopo 24 ore di silenzio parla l’eurodeputato David Borrelli: il fedelissimo e membro dell’associazione Rousseau ha lasciato il Movimento rendendosi irreperibile per un’intera giornata. “Ieri ho preso una decisione difficile che merita qualche spiegazione, perché sto leggendo troppe fantasiose ricostruzioni. Non ho problemi di salute e non ne ho mai accennato. Auguro al MoVimento 5 Stelle una strada costellata di ambiziosi traguardi e grandi successi. Per tredici anni il Movimento è sempre stato la mia casa, l’ho visto nascere ed ho avuto il privilegio di assistere molto da vicino a tutte le tappe di questa avventura. Ora è arrivato per me il momento di cambiare percorso”, scrive su facebook annunciando l’intenzione di confluire in una nuova forza politica. “Nella vita mi sono sempre occupato con grande intensità di imprenditori e risparmiatori. Per questo – continua – ho deciso di aderire ad un nuovo progetto: un movimento, che nascerà a breve, e che si occuperà proprio di imprenditori e risparmiatori. Lo devo a loro, lo devo alla mia vita”.

Ivan Della Valle – Il deputato piemontese è quello con la posizione più compromessa perché, come confermano fonti interne, ha bloccato numerosi bonifici: in totale, come ha detto Di Maio sui social network, non ha restituito ben 270mila euro. Nelle scorse ore ha già annunciato il suo addio al Movimento. Attivista della prima ora, era considerato uno degli uomini di punta che avrebbe potuto dare una mano anche nella gestione generale del Movimento (era al secondo mandato elettorale e non poteva ricandidarsi). “Ho sbagliato e ho deluso tutti“, ha scritto su facebook. “Colleghi, amici, collaboratori, gli attivisti che mi hanno sempre sostenuto. Non mi soffermo sui problemi finanziari e personali che mi hanno portato a tutto questo, non sono scusanti”. E chiude: “Questo sarà il mio ultimo post come rappresentante del M5s”. Della Valle non si è ricandidato perché ha raggiunto il limite dei due mandati: uno al comune di Torino e uno in Parlamento.

Girolamo Pisano – Il nome del deputato di Salerno non era ancora stato associato al caso dei mancati rimborsi né dalle Iene e neanche nel primo elenco di parlamentari irregolari diffuso dal M5s nella giornata di ieri su facebook. A coinvolgerlo nel caso, però, è direttamente Di Maio spiegando in diretta sui social che il parlamentare non avrebbe restituito ben 200mila euro. Pisano non si è ricandidato.

Giulia Sarti – Nella lista delle Iene c’è anche, un po’ a sorpresa, la deputata romagnola Giulia Sarti. Fonti dello staff hanno confermato a ilfattoquotidiano.it che dalla sua posizione manca almeno un bonifico. L’interessata non ha ancora rilasciato dichiarazioni, ma l’intenzione è quella di salvarla nel caso in cui fosse confermato che la mancanza è ridotta e che lei ha già sanato il buco. E infatti il suo nome nella lista degli 8 irregolari letta da Di Maio non c’è. Una situazione simile a quella di Barbara Lezzi.

Silvia Benedetti: “Errori formali” – Tra i parlamentari sotto accusa c’è Silvia Benedetti, deputata di Padova e ancora in lista per le prossime elezioni. Secondo il candidato premier del M5s, Benedetti non ha restituito 23mila euro. La stessa parlamentare con un post su Facebook pubblicato in queste ore ha riconosciuto “errori formali“: “Ho commesso alcuni errori formali nella rendicontazione degli ultimi mesi, errori per i quali mi assumo la piena responsabilità. Non ho rubato un centesimo di soldi pubblici e non ho fatto alcuna furbata per intascarmi nulla. Mi rimetto alle eventuali decisioni che verranno prese e continuo a riconoscermi nel mio percorso e nel lavoro fatto in questi anni con il Movimento Cinque Stelle”. Benedetti ha quindi pubblicato il resoconto dei bonifici: “In questa foto ecco il resoconto, timbrato dalla mia banca, di tutti i bonifici che ho fatto all’Iban intestato al Conto Statale per il microcredito alle piccole imprese. Sono 151.566,44 euro. Sto aspettando il resoconto dei bonifici versati all’altro Iban, intestato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, che pubblicherò appena me lo manderanno”. I primi tre mesi del 2013 infatti ho fatto bonifici per 13.810,90 euro. In cinque anni da deputata ho versato 165.377,34 euro. Soldi che fanno parte dello stipendio e dei rimborsi di ogni parlamentare che noi del Movimento Cinque Stelle abbiamo deciso di restituire dimostrando che la politica può essere fatta anche con meno soldi”.

Massimiliano Bernini smentisce tutto: “Io tra quelli che hanno restituito di più” – Chi smentisce tutto è il deputato Massimiliano Bernini, che tra l’altro non è ricandidato per la prossima tornata. “Non mi sono ricandidato per motivi personali, in questi anni ho trascurato la famiglia, e poi sono un precario della scuola e nel 2018 c’è il concorso e vorrei concentrarmi su quello. Finita questa esperienza vorrei portare a casa come vitalizio, tra virgolette, l’onorabilità e la fiducia degli attivisti e dei cittadini: spero che venga fatta chiarezza” per lasciare il Parlamento “a testa alta”. Bernini non è tra i nomi diffusi da Di Maio ma al contrario è tra i parlamentari che hanno restituito di più, con i suoi 334.492,17 euro devoluti in questi 5 anni. Questa mattina ha pubblicato un post con gli screenshot dei bonifici effettuati, subito rilanciato dal Blog delle Stelle, a testimonianza della fiducia riposta in lui dai vertici del Movimento. “Sono distrutto – racconta -. Ieri sono arrivato a casa, a Viterbo, perché sono di là e faccio il pendolare tutti i giorni, mia moglie mi ha detto: ‘guarda che su La7 hanno parlato di te, Mentana ha detto che sei uno dei furbetti’. I giornali l’hanno ripresa e mi hanno attribuito altri epiteti, da truffatore ad altro. Io ho subito chiamato il gruppo, sono venuto a Montecitorio per capire cosa fare”. Dal Movimento “mi sono sentito sostenuto, anche da parte degli attivisti è arrivata la massima solidarietà, a parte 2-3 commenti negativi su Facebook. Io ho messo online due pdf con lo storico dei versamenti”, quello devoluto al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato e quello per il microcredito. “Non capisco come sia stato possibile – afferma Bernini dicendosi ‘sconvoltò – intanto ho chiamato l’avvocato, forse faremo un incontro con le Iene per capire cosa mi imputano e perché. Io sono devastato da questa vicenda, sono nella paranoia più totale. D’altronde sul conto di Banca Etica, che aprii per fare queste operazioni, ho 19mila euro, sul conto personale ho meno di 10mila euro, dunque ammesso mi sia intascato questi soldi, dove li ho messi?”.

Elisa Bulgarelli – Anche la senatrice Elisa Bulgarelli, finita nella lista di Di Maio per non aver restituito 43mila euro, ha detto che darà spiegazioni. Che però ancora non risultano pubblicate da nessuna parte. “Ovviamente per quanto riguarda la mia posizione, sarà tutto chiarito. Ringrazio comunque le Iene per avermi dato la visibilità che non ho mai avuto in questi anni per il lavoro svolto”, ha scritto su facebook.

Emanuele Cozzolino – Il deputato toscano ma eletto in Veneto si è difeso su Facebook, dicendo che nel suo caso si tratterebbero di cifre ridicole. Secondo la lista del leader pentastellato non avrebbe versato 13mila euro. “Mi preme in sostanza molto più l’essere onesto, non il sembrare onesto”, ha scritto lui sui social network. “Invito ad una semplice riflessione: chi si è impegnato a restituire una cifra di questa entità, perché dovrebbe mettere a repentaglio la propria reputazione e la possibilità di fare politica in futuro per cifre che in proporzione sono ridicole? Nonostante tutto accetterò le conseguenze. Per questo rispetterò le regole e mi atterrò alle sanzioni che indicheranno i vertici di coordinamento ed i probiviri. Non vorrei tuttavia che questo episodio, un errore fatto in assoluta buona fede, cancelli questi 5 anni di lavoro, dedizione e passione. Sono però pronto a fare un passo indietro, se mi verrà chiesto, nell’interesse del Movimento 5 Stelle, i cui obiettivi continuo a condividere e per cui sempre mi batterò. A breve pubblicherò un report con tutte le ricevute dei versamenti che ho effettuato”. Ha quindi pubblicato i documenti che certificano le sue restituzioni: “Viste le polemiche di questi giorni e l’uscita del mio nome sulla questione dei versamenti mi è d’obbligo – mette nero su bianco – rendere pubblico quanto ho versato fino ad oggi sul fondo del Microcredito. Rivisti i conti in cinque anni sono ben 179.543,26. Confermo anche che nel 2014, a fronte di problemi personali, ho mancato di versare circa 13.000, tra le altre cose una parte di questi sono anche rimasti fermi sul conto stesso che utilizzo per fare le movimentazioni. Avevo intenzione di colmare questi versamenti successivamente ed entro il termine del mio mandato”.

Barbara Lezzi – La senatrice, dopo essere finita sotto accusa, ha presentato nelle scorse ore il giustificativo dei suoi versamenti. E riconosciuto che nel 2014 un bonifico non è andato a buon fine per mancanza di fondi sul conto. Lezzi dice di non essere stata avvisata ai tempi e di aver provveduto solo ora a sanare il buco. I vertici M5s sembrano intenzioni a salvarla: non è tra gli 8 irregolari indicati da DI Maio.

Andrea Cecconi – L’ex capogruppo e deputato è già stato ufficiosamente espulso dal Movimento e lui stesso ha accettato il passo indietro. A lui sono contestati 11 bonifici per un totale di circa 28mila euro.

Carlo Martelli – Al senatore sono contestati invece 20 bonifici fantasma per un totale di 81mila euro. Cifra che lui ha provveduto a sanare, ma nonostante ciò si è giocato la permanenza nel Movimento.

Maurizio Buccarella – Il senatore è un altro ad essere già stato escluso dal Movimento. È stato lui stesso ad aver riconosciuto di aver bloccato tre bonifici, ma secondo l’aspirante premier pentastellato il suo buco sarebbe più grande: pari a 137mila euro. “Mi considero autosospeso dal M5s per tutelare anche la mia serenità personale e familiare”, aveva scritto ieri. “Ho appena inviato all’assistenza di Tirendiconto i bonifici esitati degli ultimi tre mesi del 2017 (tot.12.292,75 euro), finora pubblicati sul sito in forma di mero ordine di disposizione. Relativamente agli ultimi due mesi di novembre e dicembre avevo fatto una leggerezza, però: avevo revocato i due bonifici” . Buccarella ha poi spiegato: ho “revocato i due bonifici lo stesso 31 gennaio 2018 perché credevo di poter chiudere quel conto corrente nei giorni immediatamente successivi, cosa che invece non ho fatto (anche per essere stato tre giorni a Roma per i lavori della commissione) e di cui non mi sono premurato di avvertire l’assistenza di Tirendiconto o altri del Movimento”. Tuttavia “in data odierna (12 febbraio) mi risulta che quelle somme sono state accreditate sul Fondo, dopo bonifici disposti da altra banca”. “Il bonifico del mese di ottobre, invece (datato 27.12.2017 e mai revocato) avrà avuto l’esito naturale sul Fondo di garanzia ministeriale. Non so come si stanno facendo i controlli. Ed è chiaro che l’operazione de Le Iene arriva ad orologeria a poche settimane dalle elezioni per delegittimare il M5S e lasciare campo libero al partito unico degli occupatori della Repubblica”.