Nelle liste del Movimento 5 stelle in Campania c’è un massone, seppur in sonno, cioè che non partecipa ai lavori della sua loggia. Lo sostiene il quotidiano Il Mattino, raccontando la storia di Catello Vitiello, avvocato e “oratore” della loggia  napoletana Sfinge, la numero 1.283 aderente all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia. “Chi è iscritto alla massoneria non si può candidare col M5s, aveva detto solo pochi giorni fa Luigi Di Maio, aspirante premier dei pentastellati. E in effetti le regole per partecipare alle parlamentarie – cioè le elezioni online per scegliere i candidati del M5s alle politiche del prossimo 4 marzo – erano chiare: è espressamente vietata l’appartenenza a logge massoniche.

E infatti Vitiello non ha partecipato alle parlamentarie, ma è stato inserito nel collegio uninominale di Campania 3 per la Camera dei deputati. Una scelta avallata direttamente dai vertici, visto che le nuove regole del M5s consegnano a Di Maio – ma anche a Beppe Grillo – la possibilità di esercitare un potere di veto, il cosiddetto “filtro di qualità“, sui nomi dei candidati esterni al Movimento. “Ho mandato il curriculum e qualche giorno dopo ricevo la telefonata di Dario De Falco (vicino a Di Maio ndr) che mi dice: Luigi ha trovato interessante il tuo profilo”, raccontava Vitiello al quotidiano locale Metropolis. Non è chiaro se l’aspirante premier del M5s sapesse o meno del legame di Vitiello con la massoneria.

Il Movimento, scrive l’Adnkronos, sarebbe pronto a chiedere all’avvocato campano di firmare un modulo con l’impegno a dimettersi in caso di elezione. Soluzione già adottata per Emanuele Dessì, Carlo Martelli e Andrea Cecconi. Ma in serata, l’aspirante deputato ha diffuso una nota per spiegare che l’appartenenza alla loggia era un “hobby” e non ha alcuna intenzione di mollare. “Si parla senza sapere e senza conoscere, accusando una persona in maniera indebita e senza contraddittorio. Ho avuto una breve esperienza in una loggia massonica e si tratta di un periodo che ha caratterizzato solo una parte della mia vita, conclusasi in tempi non sospetti e non per ragioni di opportunismo politico“, scrive Vitiello. “Quando ho scelto di aderire al Movimento, l’ho fatto con la consapevolezza di sposare un progetto meraviglioso, caratterizzato da un tipo di politica e di trasparenza che hanno sempre contraddistinto il mio modo di vivere. E, come più volte ho detto, non avrei mai potuto aderire ad alcun altro partito o movimento politico perché sono uno dei delusi della politica tradizionale che va senz’altro rinnovata”, aggiunge. Poi l’annuncio: “Come candidato in un collegio uninominale io rappresento la società civile e non comprenderò alcuna esclusione aprioristica e immotivata. Non remerò contro il Movimento ma non ho intenzione di ritirare la mia candidatura e vado avanti per la mia strada nella certezza di essere compreso da chi davvero mi conosce e crede in me”.

Secondo il Mattino, solo lo scorso 23 gennaio Vitiello ha chiesto alla sua loggia di volersi “mettere in sonno“: è l’espressione usata dai massoni per riferirsi a chi non vuole momentaneamente partecipare ai lavori. Un periodo durante il quale il massone perde i suoi diritti all’intero della loggia, riacquisendoli in seguito se dovesse chiedere di essere riammesso. Nelle interviste rilasciate alla stampa locale, Vitiello non aveva mai fatto cenno alla sua appartenenza alla massoneria.