MIRKO E IL CANE. Questo ragazzo romano esce dall’anonimato sanremese della canzonetta d’amore, ma pure del brano falso impegnato che tanto va di moda sul palco dell’Ariston. Di musica in senso stretto in realtà ce n’è poco, è quasi una recitazione, che non è il massimo per Sanremo. Ma le sue parole restano. Come un pugno nello stomaco di chi non vuole ascoltare le storie dei bambini morti in mezzo al mare, senza alcun dolcificante per il pubblico del Festival. Infatti è già ultimo fra i giovani. VOTO 7,5

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Sanremo 2018, le pagelle della seconda serata. Da 8 il tentato golpe di Baudo, Il Volo deturpa Sergio Endrigo

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