È un 26enne veneto il responsabile dell’hackeraggio della piattaforma informatica dell’Associazione Rousseau, utilizzata per gestire le attività politiche del Movimento Cinque Stelle. L’hanno individuato la Polizia postale di Milano e il Centro nazionale per la Protezione delle Infrastrutture Critiche. L’uomo è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Milano con l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico.

Il candidato premier del M5S Luigi Di Maio ha ringraziato via Facebook le forze dell’ordine: “Hanno fatto un lavoro eccezionale grazie al quale si chiude finalmente questa brutta pagina. Grazie!”. “Chi ha voluto colpire Rousseau lo ha fatto a fini politici”, sostiene dal canto suo Davide Casaleggio. “Èstato fermato l’esecutore materiale ma ora spero vengano individuati al più presto anche i mandanti e gli eventuali finanziatori delle operazioni criminali contro Rousseau, il M5S, e i suoi iscritti”.

L. G., studente padovano, da quanto è emerso dalle indagini coordinate dai pm milanesi Alberto Nobili e Enrico Pavone, avrebbe attaccato la piattaforma allo scopo di studiare il sistema e non di appropriarsi di dati sensibili. Lo studente di Matematica di Padova in Rete si faceva chiamare Evariste Galois, prendendo in prestito il nome dal famoso matematico francese, e aveva un livello tecnico piuttosto avanzato. A denunciare l’intrusione è stato lo stesso M5S subito dopo l’attacco. Le indagini della polizia postale hanno portato al giovane, fino ad ora sconosciuto alle forze dell’ordine, che operava dal pc di casa sua. Adesso è indagato per accesso abusivo informatico e verrà sentito nei prossimi giorni dal gip. Gli inquirenti hanno sequestrato tutti i suoi device e sono al lavoro per ricostruire le sue frequentazioni in Rete e capire se sia responsabile di altri attacchi.