Confessa di essere corso dalle nonne dopo aver chiuso la faccenda candidature, cita Vanna Marchi, spiega ben benino chi sono “quelli della Apple”, getta lì qualche spruzzatina di populismo, dice di voler inserire una nuova misura da 80 euro per ogni figlio proprio lì dove annunciò quel bonus, ormai quattro anni fa. E mentre da quasi quarantott’ore iscritti e dirigenti della minoranza del suo partito lo bombardono per come ha composto le liste, lui si affida a Stefania Sandrelli per spiegare che ha un “bel caratterino”.

La prima ospitata in tv di Matteo Renzi dopo gli stracci volati nel Pd per la scelta dei candidati è importante. E fortuna vuole che proprio oggi sia il suo turno nel comodo salotto di Domenica Live, dove le domande difficilmente sono taglienti e il segretario dem sa di avere di fronte un pubblico molto importante, anziani e famiglie. Due bacini fondamentali per il Pd.

Come ha evidenziato l’ultimo sondaggio di Ipsos, appena ieri, i dem dovranno ringraziare (e molto) quelle fasce sociali se il 4 marzo non si trasformerà in una vera e propria disfatta. E allora ecco la rivelazione immediata, per creare empatia con il pubblico: “Anzichè fare come tutti gli altri che prendono gli spin doctor oggi sono tornato a casa e sono andato a fare un bagno di realtà, visitando le mie nonne”. Così, per rimettere “nella giusta gerarchia i valori” visto che “i nonni in questi anni hanno salvato questo Paese”. Una risposta al padrone di quel salotto, Silvio Berlusconi, che la stessa fetta di elettorato la cura da tempo e in onore dei quali vorrebbe addirittura istituire il ministero della Terza età.

Poi un colpo al cerchio e uno alla botte. Alt al reddito di cittadinanza: “Io voglio discutere di proposte, senza fare Vanna Marchi, quando si diceva compra la pomata e poi dimagrisci. Non come quelli che dicono, vi daremo un reddito a tutti. Questo è contro chi lavora”. Ma poi ecco la solita storiella sul taglio dei vitalizi, arenati al Senato dopo l’ok della Camera: “Tutti quelli che entrano in parlamento, come me, non avranno il vitalizio. Per quelli di prima la Camera ha votato la legge, ma il Senato l’ha bloccato. Ma non ditelo a me, io volevo eliminare il bicameralismo“.

Cita Lucia Annibali (“Uno può votare Pd o un altro, ma mi piace l’idea che la nostra squadra abbia persone come lei”) e Paolo Siani, “un medico, che non viene dal Pd, viene dalla lotta alla camorra ed è in prima fila contro la povertà educativa” per descrivere le liste, ma dalla poltrona di fronte nessuno ricorda altre candidature meno limpide in Lazio e proprio in Campania.

Poi la sostanza della proposta politica, tagliata sul pubblico. Renzi parla alle famiglie. E quindi no alla “flat tax” perché bisogna abbassare “le tasse a chi non arriva alla fine del mese e non ai multimiliardari” e una proposta per chi ha tanti figli, che devono essere “un elemento per avere uno sconto fiscale“. In particolare,  “un assegno universale per ogni figlio che nasce è una misura giusta” e quindi agli 80 euro bisogna “aggiungere un assegno per ogni figlio, che può essere anche esso di 80 euro”.