La salute mentale e fisica di Julian Assange è in “pericolo” a causa del suo lungo soggiorno forzato nell’Ambasciata ecuadoriana a Londra. “Il cofondatore di WikiLeaks dovrebbe essere trasferito in ospedale”, ne sono convinti i due medici, Sondra Crosby e Brock Chilson, che lo hanno visitato per 20 ore nell’arco di tre giorni lo scorso ottobre, sottolineando la necessità di garantire ad Assange un trasporto sicuro in ospedale, senza rischiare l’arresto.

Il 46enne attivista australiano, è rinchiuso nell’Ambasciata ecuadoriana dal 2012, dopo che il paese gli ha dato asilo politico per evitarne l’estradizione in Svezia, dove era indagato per reati sessuali. Lo scorso maggio Stoccolma ha abbandonato le indagini e annullato il mandato di arresto, ma Assange ha affermato di temere l’arresto e l’estradizione negli Stati Uniti per la pubblicazione di documenti sulle guerre in Iraq e Afghanistan da parte di WikiLeaks.

Il presidente ecuadoriano, Lenin Moreno, ha indirettamente definito la presenza di Assange nell’ambasciata del paese, una seccatura. “E’ come avere un sassolino nella scarpa. Senza dubbio non l’abbiamo creata, ma l’abbiamo ereditata”, ha detto Moreno ai giornalisti a Quito, aggiungendo che la mediazione è il modo migliore per risolvere il conflitto. “La rimozione di Assange dall’ambasciata non è conforme ai principi dell’Ecuador”, ha aggiunto.