Migliaia di americani che si oppongono al diritto d’aborto si sono dati appuntamento a Washington, per la manifestazione annuale “March for life” (marcia per la vita), dove per la prima volta interverrà via video il presidente in carica, Donald Trump. Solo centinaia di metri separeranno il repubblicano, che parlerà alla Casa Bianca alle 18.15 italiane, dai manifestanti riuniti sulla spianata del National Mall. Il suo discorso comparirà su uno schermo gigante davanti ai dimostranti, parte del suo cruciale elettorato conservatore.

“E’ il “presidente più pro-life della storia americana”, ha dichiarato il vice Mike Pence usando l’espressione che gli antiabortisti usano per opporsi al diritto di interrompere volontariamente le gravidanze. Esattamente un anno fa, alla presenza di soli uomini, Trump firmava lo stop ai finanziamenti ai gruppi internazionali che praticano l‘aborto all’estero e fanno informazione su contraccezione e diritti riproduttivi.

Proprio Pence l’anno scorso era stato il primo vice presidente a partecipare alla marcia, dove sfilano principalmente cristiani conservatori. Trump, più volte divorziato e in passato espressosi a favore del diritto all’Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) , ha detto , sarà il primo presidente in carica a intervenire all’appuntamento annuale dopo che lo fecero per telefono gli ex presidenti repubblicani Ronald Reagan e George W. Bush. La Marcia per la vita segna l’anniversario della sentenza della Corte Suprema passata alla storia come la “Roe v. Wade“, che portò alla legalizzazione dell’aborto il 22 gennaio 1973 in tutta la nazione.

Tutti gli anni, dal 1974, gli antiabortisti marciano a Washington fino alla Corte suprema, quest’anno con l’aspirazione che Trump nomini un secondo giudice conservatore in quel tribunale, cosa che potrebbe render possibile un ribaltamento di quella legge. Nel frattempo, il governo giovedì ha annunciato una nuova divisione ministeriale dedicata alla libertà di coscienza e religiosa, che sosterrà medici, infermieri e altro personale medico che intenda rifiutare certi servizi che ritengano contrari alle loro convinzioni. Tra essi, i professionisti della sanità che non vogliano occuparsi di Ivg o di persone transgender.