Se il pelo sintetico ha preso il posto di quello naturale, il vizio di sparare numeri a caso Silvio Berlusconi non lo ha perso: “In Italia ogni 20 secondi accade un reato. Ogni minuto si verifica un reato di strada. Ogni 2 minuti un furto in appartamenti. Ogni 3 minuti un furto di automobile o motociclo. Ogni 4 minuti un furto in un negozio o in un supermercato. E addirittura ogni 2 giorni 3 rapine in banca di cui i giornali non danno nemmeno più notizia perché è diventata un’abitudine”, ha detto il leader di Forza Italia imboccato sul tema sicurezza da Barbara D’Urso nell’intervista senza domande a Domenica Live. Ma i dati del Viminale dicono che quando c’era lui si delinqueva di più: nel 2011, suo ultimo anno a Palazzo Chigi, erano stati commessi 2,7 milioni di reati contro i 2,4 del 2016.

Nell’ultimo Annuario delle Statistiche Ufficiali del ministero dell’Interno pubblicato a novembre 2017 e relativo all’anno 2016, si legge che “il numero dei delitti commessi sul territorio nazionale (quelli “denunciati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia”, specifica il documento, ndr) è risultato pari a 2.487.389, a fronte dei 2.687.249 del 2015, con un decremento pari al -7,44%“. I furti sono stati 1.346.630 e “hanno fatto registrare, rispetto al 2015, una flessione pari al -7,99% (nel 2015 erano stati 1.463.527, ndr) in particolare risultano in diminuzione i furti in abitazione (-8,81%); i furti con strappo (-6,22%) ed i furti con destrezza (-6,39%), i furti in esercizi commerciali (-6,10%), i furti su auto in sosta (-7,42%), i furti di autovetture (-3,38%); nonché i furti di automezzi pesanti trasportanti merci (-13,22%)”.

Una “rilevante diminuzione” è stata registrata anche nel comparto rapine in banca, che nel 2016 sono diminuite di un terzo: “A fronte delle 35.068 del 2015 – recita l’annuario del Viminale – nel 2016 se ne sono registrate 32.918 (-6,13%): in particolare, in decremento, risultano le rapine in banca (-28,73%), nelle abitazioni (-16,38%), negli esercizi commerciali (-9,16%) ed in pubblica via (-2,42%)”. L’unica eccezione è relativa agli uffici postali, dove “si sono registrate 31 rapine in più (+9,66%)”.

Un identico trend era stato osservato nel 2015: secondo l’annuario del 2016, infatti, ” i furti hanno fatto registrare, rispetto al 2014, una flessione pari al -6,97%“. Identico discorso per le rapine: “Una rilevante flessione si è ancora avuta per le rapine – si legge ancora – a fronte delle 39.236 del 2014, nel 2015 se ne sono infatti registrate 35.068 (-10,62%): in particolare, in decremento, risultano le rapine in esercizi commerciali (-13,58%) ed in pubblica via (-10,04%), negli uffici postali (-9,07%) e nelle abitazione (-4,52%); pressoché stazionarie, invece, quelle in banca (+0,13%)”.

Flessione, peraltro in linea con quella documentata nel 2014 quando, secondo al’annuario statistico di quell’anno, “a fronte delle 43.754 rapine compiute nel corso del 2013, nel 2014 ne sono registrate 39.236 (-10,33%): in particolare, in forte decremento, le rapine in banca (-35,33%) ed in uffici postali (-19,95%), in flessione le rapine in abitazione (-11,33%), in esercizi commerciali (-10,04%) ed in pubblica via (-7,99%)”. Quell’anno i reati erano stati complessivamente 2.812.936, in flessione del 2,74% rispetto ai 2.892.155 commessi nel 2013, primo anno del governo Letta. Ad aumentare, ma di poco, erano stati i furti che tra il 2013 e il 2014 erano passati da 1.554.777 a 1.573.213 (+1,19%).

Quando al governo c’era Silvio si delinqueva di più – I dati degli ultimi anni sono simili a quelli degli anni in cui governava il Cavaliere, se non leggermente migliori in quanto a progressione. Secondo il Viminale nel 2008, anno in cui Berlusconi salì per l’ultima volta a Palazzo Chigi, “il numero dei delitti commessi sul territorio nazionale” era stato pari “2.709.888“, per flettere di poco nel 2009 (2.629.831), restare sugli stessi livelli nel 2010 (2.621.019) e aumentare nel 2011 (2.763.012), ultimo anno di governo. Tutti valori più alti rispetto a quello registrato nel 2016: 2.487.389. Non solo: il numero di delitti complessivi e dei furti commessi nel 2011 era stato superiore a quello del 2008, segno che l’azione del governo in materia non era stata particolarmente efficace.

Ecco il confronto in dettaglio circa i reati complessivi, furti e rapine commessi in Italia negli ultimi anni.

REATI COMPLESSIVI
Nel 2008 erano stati 2.709.888
Nel 2011 erano stati 2.763.012
Nel 2013 erano stati 2.892.155
Nel 2016 erano stati 2.487.389

Dallo schema emerge come i reati complessivamente commessi tra il 2008, anno in cui Berlusconi torna per l’ultima volta a Palazzo Chigi, e il 2011 (a novembre viene sostituito da Mario Monti) fossero aumentati. Il numero è quindi salito ancora nel 2013 e progressivamente diminuito fino al 2016, anno in cui sono stati commessi 275mila reati in meno rispetto all’ultimo anno del Berlusconi IV, quando in linea teorica l’azione di governo in tema di sicurezza avrebbe dovuto toccare il picco massimo.

FURTI
Nel 2008 erano stati 1.392.544
Nel 2011 erano stati 1.460.205
Nel 2013 erano stati 1.554.777
Nel 2016 erano stati 1.346.630

Stessa dinamica osservata sopra: i furti aumentarono durante l’ultimo governo del Cavaliere, per salire ancora all’inizio del governo Letta e poi diminuire fino al 2016, anno in cui sono stati registrati 114mila casi in meno rispetto all’ultimo anno del Berlusconi IV.

RAPINE
Nel 2008 erano state 45.857
Nel 2011 erano state 40.549
Nel 2013 erano state 43.754
Nel 2016 erano state 32.918

Nel IV governo Berlusconi diminuirono le rapine, tipologia di reato che negli anni successivi ha subito un calo consistente: nel 2016 sono state commesse 8mila rapine in meno rispetto al 2011.