Dopo l’avvio della procedura di licenziamento di 497 dipendenti su 537, i lavoratori della Embraco di Riva di Chieri – azienda del gruppo Whirlpool Usa – sono tornati sul piede di guerra. Questa mattina i lavoratori hanno bloccato le strade intorno allo stabilimento: “Il mio primo pensiero è per mia figlia di 12 anni” racconta Giulia che lavora nell’azienda da oltre vent’anni. Adesso l’azienda avrà 75 giorni di tempo per confermare i licenziamenti anche se la loro volontà appare chiara: “Non si è più investito in questa fabbrica, ma hanno scelto di spostare lo stabilimento in Slovacchia – dichiara il segretario regionale della Fiom Federico Bellono – il problema è che in Italia, a differenza di quanto accade in Francia e Germania, i governi non riescono a difendere gli stabilimenti”.

Nel 2015, dopo la minaccia dello stop delle attività nelle fabbriche di Carinaro (Caserta), Albacina (frazione di Fabriano) e None (Torino) e mesi di trattative, il governo Renzi firmò con Whirlpool Italia un accordo che escludeva chiusure ed esuberi negli stabilimenti della Penisola. Embraco fa però capo alla filiale statunitense del gruppo, che quell’intesa non l’ha sottoscritta.

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