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Electrolux, arriva la tregua: sospesi licenziamenti e chiusure

L'azienda svedese mette in standy by 1.700 licenziamenti e la dismissione di Cerreto d'Esi per due mesi. Ora un tavolo istituzionali che Urso spera si chiuda entro agosto
Electrolux, arriva la tregua: sospesi licenziamenti e chiusure
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Una tregua di cinquanta giorni almeno e l’avvio di un confronto, che sarà difficile ma almeno per il momento rappresenta comunque un passo avanti dopo l’annuncio di 1.700 licenziamenti e la chiusura della fabbrica di Cerreto d’Esi. Electrolux ha sospeso temporaneamente la procedura di licenziamento collettivo aperta in Italia che avrebbe diminuito del 40% la forza lavoro nel nostro Paese, ampliando la crisi del settore degli elettrodomestici, già fiaccato dalla vicenda Whirlpool-Beko.

L’annuncio è arrivato nel corso dell’incontro convocato al ministero delle Imprese del Made in Italy e segna un primo, seppur fragile, cambio di passo nella vertenza. Adolfo Urso ha auspicato che il confronto istituzionale e con i sindacati possa chiudersi entro la pausa estiva, prevista ai primi di agosto.

Cinquanta giorni, insomma, per provare almeno a rimodulare i tagli previsti dalla multinazionale svedese. La speranza dei sindacati è quella di riuscire a eliminare del tutto i licenziamenti dal piano, ma è ovvio che si arriverà a un punto di caduta simile a quello avuto con Beko, che alla fine incentivò circa 900 uscite e tenne la barra dritta sulla chiusura di Siena, dove il governo è ancora alla ricerca di una reindustrializzazione.

Di tregua “armata” parla il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, avvisando che il suo sindacato non accetterà esuberi e chiusure. Il leader della Fiom ha anche annunciato assemblee in tutti gli stabilimenti per dare un mandato chiaro a chi si presenterà al tavolo: “A pagare non potranno essere i lavoratori”.

“Le lotte sindacali e le pressioni istituzionali hanno almeno per il momento scongiurato il rischio di azioni unilaterali”, dicono dalla Uilm. “Si apre così una discussione difficile, che affronteremo con senso di responsabilità e pragmatismo, ma anche – continua il sindacato metalmeccanico – con la certezza che i problemi di competitività del settore degli elettrodomestici non possono essere scaricati sui lavoratori”.

L’Usb prende atto del cambio di tono dell’azienda, ma sottolinea: “Non ci fidiamo. Già negli ultimi anni Electrolux ha presentato accordi, piani di riorganizzazione e percorsi di fuoriuscita per evitare scenari peggiori. Scelte che abbiamo contrastato e non condiviso. Qualsiasi discussione deve partire da un presupposto: esuberi e chiusure devono essere tolti dal tavolo”.

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