Il Pd sempre più giù, fino a toccare il 22 per cento, mai visto nemmeno nelle rilevazioni peggiori. La coalizione di centrodestra di 10 punti davanti al M5s che comunque resta il primo partito italiano. E’ la sintesi di un’elaborazione della Noto Sondaggi diffusa a CartaBianca, su Rai3. Il dato che colpisce di più è quello dei democratici che è sensibilmente più basso anche del deludente 25 per cento delle elezioni politiche del 2013. Sono invece leggermente superiori rispetto ad altri sondaggi le percentuali che Noto assegna ai listini alleati del partito di Renzi: PiùEuropa di Emma Bonino è al 2,5, così come Civica Popolare di Beatrice Lorenzin, mentre Insieme (Socialisti e Verdi) è ridotta a mezzo punto percentuale.

Numeri molto diversi sono quelli del centrodestra che tutto insieme arriva al 38, comunque sotto la soglia implicita del 40 che secondo alcuni darebbe una maggioranza in Parlamento. Il dato scorporato dà Forza Italia al 16 per cento, la Lega Nord staccata di 3 punti, al 13, e Fratelli d’Italia che registrerebbe un balzo in avanti significativo, fino al 6,3 per cento. Anche Noi con l’Italia (che riunisce ex di Fi e Ap, ma anche l’Udc) non è lontana dalla soglia di sbarramento e potrebbe dare una grossa mano eventualmente per il raggiungimento di una quota sufficiente per la maggioranza parlamentare.

Resta da dire delle forze politiche corrono da sole. Una, il M5s, è “prima in classifica” con il 28 per cento che però non dà un numero sufficiente di seggi per governare. L’altra è Liberi e Uguali che – così come segnalano altre rilevazioni – sembra arretrare dopo l’entusiasmo iniziale con l’incoronazione di Piero Grasso come leader.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Brunetta genio delle banane vs ‘sacchetti bio’, epica figuraccia: “Le etichetto una a una. Come, non funziona così?”

prev
Articolo Successivo

Basilicata, Marcello Pittella se la prende col giornalista: “Per quello che scrive dovrei prendere il bazooka”

next