Forte ma forse non abbastanza. Il centrodestra è di gran lunga il primo in classifica, ma il 40 per cento resta lontano. Lo conferma una volta di più un sondaggio Emg per il TgLa7. La situazione delle tendenze del consenso dei partiti è più o meno ingessata da alcune settimane. Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, per esempio, continuano con il travaso di preferenze da una parte all’altra e infatti il risultato fa più o meno zero. Non fa granché effetto la nascita della nuova lista, la cosiddetta “quarta gamba” (composta da ex Ap, ex Fi e ex democristiani), che raggiunge – al primo test – il 2,2 per cento, con speranze di raggiungere addirittura la soglia di sbarramento ed avere propri eletti, ma con un’energia raccolta da quelli che il mese scorso erano definiti “gli altri di centrodestra”.

L’altra certezza – da parecchie settimane – è che il primo partito in Parlamento sarà il Movimento Cinque Stelle che nell’ultimo sondaggio Emg resta sopra la linea del 28 per cento, anche se con un lieve calo dal 18 dicembre ad oggi e comunque sempre meno del partito “dell’astensione” (solidissimo oltre il 32 per cento).

Resta per il momento sotto le aspettative il risultato di Liberi e Uguali (dato al 5,6), anche perché non c’è un recupero da parte di quello che in teoria sarebbe il diretto avversario, cioè il Partito Democratico. Anzi, il Pd è riuscito a perdere un altro punto quasi intero durante le vacanze di Natale, fermandosi a poco più del 24 per cento. Nessuno dei suoi alleati, peraltro, vede la soglia di sbarramento del 3 per cento nemmeno con il cannocchiale: Insieme (socialisti e verdi) arriva all’1,5, Più Europa-Centro Democratico (cioè Emma Bonino e Bruno Tabacci) si porta fino all’1,4, mentre Civica Popolare – la lista appena nata guidata dalla ministra Beatrice Lorenzin – acciuffa l’1 per cento ma fa già segnare un segno meno alla seconda rilevazione.

Così, alla fine, il dato che potrebbe influire di più potrebbe essere quello degli indecisi, come sottolinea il direttore di Emg, Fabrizio Masia. Quel 15,8, da qui al 4 marzo, prenderà una posizione e potrebbe – dice Masia – smuovere qualche decimale che potrebbe essere fondamentale per raccogliere una maggioranza parlamentare.