L’imprenditore aspetta Davide Casaleggio fuori dalla porta della sala conferenze a Milano e lo agguanta il tempo di una stretta di mano: “Continuate così, è arrivato il momento di fare”. Lui sorride, mai così tanto come da quando è iniziata la campagna elettorale, e fa solo un commento: “Benvenuti”. Ennesima settimana di tour in vista del voto, ancora tutto da decidere (dai nomi in corsa a quelli del governo), il Movimento 5 stelle torna davanti agli imprenditori per parlare di una delle proposte a cui tiene di più e che rappresenta in pieno il nuovo corso: abolire 400 leggi nei primi giorni di governo, partendo da spesometro, split payment, redditometro e studi di settore. Le altre saranno illustrate in un sito, dal nome leggidaabolire.it, e dove tutti potranno dire la loro. Insomma un nuovo messaggio al mondo del Nord, per accreditarsi come referenti in Parlamento sperando che per convincerli non sia già troppo tardi. “Proponiamo e prendiamo un impegno con le imprese”, dice Luigi Di Maio di fronte alla platea di rappresentanti delle aziende. “Siamo ostaggio della burocrazia”. Quindi gli applausi quando dice che i cittadini “non devono dimostrare di essere onesti”. Casaleggio ascolta in prima fila e decide di non intervenire, solo una battuta mentre se ne va seguito dalla folla di giornalisti: “Dobbiamo partire dalla semplificazione”.

video di Franz Baraggino

 

L’evento nel centralissimo Palazzo delle Stelline è stato annunciato all’ultimo minuto eppure la sala è piena: ci sono le azienda, ma anche i tanti attivisti aspiranti candidati in Parlamento. E farsi vedere, oggi, a pochi giorni dal via alle votazioni online è fondamentale. Sul palco il candidato alla Regione Dario Violi accompagnato dal padrone di casa Stefano Buffagni, che invece sarà uno dei nomi forti da candidare a Roma. Poi il giornalista Gianluigi Paragone, candidato già annunciato e a cui Di Maio riserva un saluto caloroso e personale dal palco. E naturalmente la lunga fila di attivisti, dai volti storici (ad esempio l’ex candidato alle primarie da sindaco Fulvio Martinoia) a quelli che si affacciano per la prima volta per fiutare l’aria. Assenti completamente i parlamentari M5s di Milano che però non è la prima volta che saltano. Intanto alla Casaleggio associati la corsa è contro il tempo: ci sono centinaia di candidature da valutare prima di dare il via alle primarie online, i nomi da mettere a tavolino nei collegi uninominali e poi, e soprattutto, la scelta della squadra di governo. Di Maio gira l’Italia, seguito dal pulmino dello staff, e in sinergia con Milano sta cercando di arrivare pronto alle scadenze. Chi non si vede e non si sente è Beppe Grillo. Ha parlato per Capodanno dal blog ed è stata forse l’ultima volta in cui ha usato quello spazio per faccende legate alla politica M5s: subito dopo le parlamentarie ci sarà la già annunciata separazione dal blog delle Stelle. Niente di grosso per gli altri, una rivoluzione a suo modo per il Movimento. Il leader resta defilato, anche per rafforzare l’immagine moderata, ma in tanti aspettano e sperano nella sua mano in campagna elettorale.

Intanto Di Maio continua con il rally tour per convincere i nuovi e i vecchi elettori. Oggi è stata di nuovo la volta degli imprenditori, con discorsi completamente piegati alla difesa delle aziende. La semplificazione delle leggi, in primis. “So che i miei avversari diranno che così vogliamo favorire l’evasione fiscale, ma è semplificando che si aumenta il gettito per lo Stato e si riduce la pressione fiscale”. In sala sono intervenuti alcuni dei nomi di riferimento in zona lombarda: Giuseppe Vivace della Cna Lombardia, poi Giuseppe Calafiori presidente di Confprofessioni, Giuseppe Caggiano di Drappo Bianco, Domenico Massimino vicepresidente nazionale di Confartigianato. Di Maio, anche a loro, ha detto che il problema dell’Italia è “la burocrazia”: “Non ho nessun problema a dire che sono entrato in Parlamento convito che per ogni problema servisse una legge. Ne esco con la convinzione che questo è un Paese non ostaggio della burocrazia ma delle leggi”. Di Maio punta tutto sul nuovo portale che dovrà raccogliere le proposte dei cittadini: “Noi oggi non stiamo lanciando solo un portale ma stiamo lanciando una nuova idea di Stato dove imprese e cittadini devono essere lasciati in pace di creare valore e iniziative” aggiunge, spiegando che per raggiungere questo obiettivo “abbiamo bisogno non di aggiungere ma di sottrarre leggi, adempimenti, obblighi e divieti che hanno prodotto una ragnatela in cui gli onesti restano imbrigliati e i disonesti si muovono con rapidità impressionante”. E ancora: “Ci sono 187 mila atti aventi valore di legge e a questi ogni due giorni e mezzo se ne aggiunge una nuova. Con questo ritmo non faremmo nient’altro che bloccare il paese”. Casaleggio alla fine sceglie di non parlare dal palco, nonostante sia stato annunciato dai suoi. Solo ai giornalisti sulla porta commenta: “Ci sono oltre 16mila database che monitorano le attività fatte dalle aziende in Italia: queste banche dati dovrebbero essere raccordate al massimo in 10 per poter riuscire a definire ciò che è giusto che le imprese paghino, ma non nulla di più. Oggi il problema vero delle imprese è questo 2% stimato di impatto sul Pil in termini di inefficienza della burocrazia italiana che tramite questo progetto e altri che porteremo avanti riusciremo a diminuire”. La promessa elettorale c’è, gli imprenditori pure. Resta da vedere se basterà per convincerli al momento del voto a scegliere 5 stelle.