La storia racconta degli italiani come di un popolo di grandi navigatori: basta pensare a Cristoforo Colombo o Amerigo Vespucci, che a bordo delle loro navi hanno raggiunto terre lontane. Una tradizione marinaresca che ora si rinnova grazie al nuovo Museo Navigante. Una rete virtuale che raggruppa i 58 Musei del mare e della Marineria d’Italia, strutture pubbliche e private che sono state riunite sotto un’unica vela. Un progetto che vuole valorizzare un patrimonio storico navale, archeologico, etnografico, naturalistico diverso e variegato conservato negli anni in questi luoghi.

Musei grandi e conosciuti, come il Galata di Genova con i suoi sottomarini ancorati in banchina o quello della Marineria di Cesenatico, legato alla comunità e all’antico porto canale disegnato da Leonardo. E poi ancora piccole strutture che raccontano alle nuove generazioni quella che era l’attività specifica di città che nel mare e nella navigazione hanno la loro ragion d’essere, come il Museo della Cantieristica di Monfalcone, che consente al visitatore di provare l’esperienza virtuale del cantiere navale. Ma il modo migliore di scoprire il mare è solcandolo, per questo alla rete dei musei su terra ferma si aggiunge la goletta Oloferne. Un’imbarcazione a due alberi, vero Museo Navigante che collegherà tutte le realtà italiane. La goletta prenderà il largo il prossimo 9 gennaio da Cesenatico e farà rotta dall’Adriatico al Tirreno, con tappe in tutte le regioni costiere, per arrivare infine a Sète, in Francia, in occasione della manifestazione Escale à Sète in rappresentanza dei musei italiani.

“C’è un grande bisogno di recuperare e rivendicare l’identità marinara di questo Paese”, spiega Marco Tibiletti, presidente della Nave di Carta, associazione di promozione della cultura del mare. “I valori del mare sono solidarietà, cooperazione, rispetto, tolleranza, lavoro, e coraggio: una grande scuola di formazione per le nuove generazioni”. A bordo del Museo Navigante ci saranno anche gli allievi degli Istituti Nautici d’Italia: “Quello che vogliamo evidenziare con il Museo Navigante – aggiunge Davide Gnola, direttore del Museo della Marineria di Cesenatico – è che i musei marittimi sono fattori di sviluppo nei territori. Se vogliamo migliorare la nostra offerta di turismo culturale, in un Paese che ha ottomila chilometri di coste e una tradizione marittima secolare, non possiamo trascurare i nostri musei e le nostre barche storiche”, conclude.

Sul sito del Museo Navigante sono consultabili, regione per regione, le schede informative e dove sono raccolte molte notizie sui tesori e sulle memorie che custodiscono. L’iniziativa è stata promossa dal Mu.MA-Galata di Genova, dal Museo della Marineria di Cesenatico, dall’associazione La Nave di Carta della Spezia e dall’AMMM-Associazione Musei marittimi del Mediterraneo. “Il nostro obiettivo – racconta Maria Paola Profumo, presidente dell’AMMM – è far scoprire e promuovere il patrimonio marinaro, materiale e immateriale: barche, reperti, cimeli ma anche, e soprattutto, memorie di lavoro, di migrazioni, di comunità che di mare hanno vissuto e vivono”.