Sono decine i fiancheggiatori di Norbert Feher, il serbo responsabile di almeno due omicidi in Emilia e di altri tre in Spagna, dove è stato arrestato il 15 dicembre, individuati finora dagli investigatori italiani. Lo ha riferito il comandante dei carabinieri di Bologna, colonnello Valerio Giardina, spiegando che gli accertamenti “proseguono per delineare la rete di fiancheggiatori che ha agevolato la latitanza“. Gli stessi carabinieri hanno intanto diffuso il video della rapina  fatta da Feher, alias Igor, il primo aprile 2017 in un bar-tabacchi di Budrio (Bologna), durante la quale ha ucciso il titolare Davide Fabbri. Nelle immagini il parapiglia, gli spari e l’omicidio.

Dopo quell’omicidio, ha detto Giardina, sono iniziate “intercettazioni telefoniche, ambientali, pedinamenti che hanno permesso l’individuazione di chi gli ha dato una mano” e, ha aggiunto “delle cellule di riferimento della latitanza e dei canali” con cui è uscito dall’Italia per raggiungere la Spagna, passando per altri territori. I militari stanno lavorando a un’informativa proprio sulla rete di fiancheggiatori, “composta da un numero di persone non inferiore a dieci e non superiore a 100”, ha detto Giardina con una battuta, prevedendo risultati sul tema entro metà 2018.

In tre mesi di ‘caccia a Igor’ nel territorio tra le province di Bologna e Ferrara sono state 1.600 le pattuglie di carabinieri impiegate, di cui 300 di Tuscania e Cacciatori di Calabria, 963 di squadre operative di supporto e aliquote di primo intervento, 350 i posti di osservazione e allarme predisposti, 1.820 gli edifici rastrellati, 102 le scansioni dinamiche con camera termica, 81 le perlustrazioni con cani, di cui otto con risultati positivi (tracce fiutate con riscontro del Dna). Secondo Giardina questo ha permesso di “impedire la prosecuzione della scia di sangue”, anche se Feher è stato appunto fermato dalle forze dell’ordine spagnole. Nel territorio dove si è nascosto dopo i delitti in Emilia, i controlli rafforzati hanno portato a 93 arresti, 582 denunce, 20 kg di hascisc sequestrata e 20 auto rubate ritrovate.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Roma, il cinema confiscato alla banda della Magliana chiuso per una guerra di ricorsi: “Intanto il quartiere muore”

next
Articolo Successivo

Twitter, non solo i terremotati: dall’Ilva a Israele, la rete di utenti falsi porta a una società romana che dice: “Noi estranei”

next